Jump to content

All Activity

This stream auto-updates     

  1. Yesterday
  2. modifiedbear

    Kid A

    Do per scontato che qualsiasi persona dotata di una certa sensibilità non possa che reagire costantemente all'ambiente esterno. La base dell'esistere. La "coesione" di cui tu parli fra disco e "contesto socio-x" è una pagliacciata che nasce da una suggestione mentale di dubbio valore. Sono letture ("sparate", più che letture) decisamente forzate, quelle di questo tipo. Il disco è il malessere di Thom, è un viaggio – e forse neppure questo – fatto verso l'interno e nient'altro. Che poi questo benedetto contesto faccia parte del meccanismo generatore di una depressione personale (o di qualsivoglia movimento interiore) è cosa indubbia quanto banale e decisamente immeritevole di menzione. Stesso discorso da farsi per le influenze musicali che hai citato, per le dinamiche interne alla band e per qualsiasi cosa si potrebbe voler aggiungere. T U T T O quello che ci sta intorno partecipa all'azione creativa, essendo quest'ultima una fotografia del proprio Io all'instante t, ed essendo il proprio Io nient'altro che – rullo di tamburi – la somma di ciò che ci circonda. Nel processo creativo "contesto" ed "epoca" valgono quanto il malumore causato da un pompino mancato – e forse meno. No, Kid A non "legge" nessuna epoca. E sarebbe piacevole se si potesse smettesse di parlare di musica in termini di funzionalità. Parlare di "punti di forza" non significa nulla, a meno di non voler banalizzare l'opera a prodotto. Non devono esistere "pregi" o "difetti", perché la musica non serve.
  3. frasky

    Kid A

    Dai per scontata la coesione tra un'opera e il proprio contesto? Il "saper leggere la propria epoca" è un pregio che spesso non trovo. Nel caso di Kid A, è uno dei molti punti di forza del disco.
  4. modifiedbear

    Del perche' Spotify "fa male"

    Hai bypassato il decennio degli iPod?
  5. modifiedbear

    Kid A

    Quanto mi fa pena leggere queste stronzate da topo gigio. Confusione tra causa (quello che quoto di sotto) e conseguenza (lo "scrollarsi di dosso" qualche ascoltatore) e il voler tirare in ballo a cazzo e sempre, come da Manuale degli intellettuali della domenica, sto porco Capitale. Cosa su cui sono "d'accordo" anch'io (se di essere d'accordo si può parlare in queste faccende), pur trattandosi di banalità esasperanti. Da cos'altro potrà mai nascere un'opera musicale se non da come vanno le cose?
  6. frasky

    Kid A

    Sisi, che poi è tutto relativo, visto che a conti fatti anche Kid A ha venduto milioni di copie (2 milioni circa se non sbaglio). Però, l'assenza di singoli promozionali va proprio a riprova di quanto dici
  7. @li

    Kid A

    vero @frasky pero' anche vero che proprio con Kid A (e tutto quanto annesso) hanno iniziato ad andare in controtendenza con tutto quello che stava succedendo nel mercato della musica mainstream (e che da li, opinione personale, ha cominciato una lunga discesa verso il basso sia a livello di diversificazione dell'offerta che di qualita').
  8. frasky

    Del perche' Spotify "fa male"

    Probabilmente sono l'unico a disertare quasi completamente le playlist offerte dalla piattaforma o le modalità shuffle "intelligenti" Un piccolo investimento tecnologico potrebbe risolvere la questione, anche secondo me è irrinunciabile in macchina
  9. frasky

    verdena

    Mi unisco in ritardo colpevole alla festa, li ho scoperti a fine estate e sto ascoltando quasi solo loro, anche se devo ammettere che considero molto meno il materiale precedente a Endkadentz e Wow. Lavori di altissimo livello, e che si sposano perfettamente con il mio gusto melodico. Provo anche una certa empatia a causa della vicinanza geografica
  10. Last week
  11. frasky

    L'ora del jazz

    Sono innamorato di Bill Evans. Tutto grazie al consiglio -ormai antico- di @Wanderer
  12. frasky

    Kid A

    Sono d'accordo con diverse cose, ma alcune affermazioni le trovo alquanto discutibili, ad esempio il passaggio: Nonostante la loro palese presa di posizione nei confronti dell'ideale capitalista, non credo che si possa attribuire questo ragionamento alla band, e tantomeno considerarlo rilevante nella genesi di Kid A. Personalmente preferisco proprio il taglio di Solventi su questa fase complicata della loro carriera. Nel libro ha cercato di esprimere la perfetta coesione tra sound (perdonate il termine un po' generico soprattutto parlando di questo disco), tematiche (che si intravedono nei testi), reazione al contesto sociale-commerciale e sintesi degli stimoli musicali non per forza contemporanei. Il tutto filtrato dalle dinamiche (e quanto dinamiche) interne alla band in quel periodo. L'intersezione di tutto quello, anche secondo me, sta alla base del disco, e non una reazione cosi semplicistica come quella che ho citato.
  13. @li

    Kid A

    https://lalineamasondixon.wordpress.com/2018/11/13/kid-a-e-la-morte-del-rock-mainstream/?fbclid=IwAR09vHRLnRgsdmuTfK6nUDOL2gHBRldkvBhaSPev0DO3TvSH_RlRp7MJl7g
  14. Wanderer

    L'ora del jazz

    c'è fotta, pere me In The Moment è uno dei più bei dischi jazz del decennio:, e questo nonostante ci sia qualche nome fuffa nella line up di questo nuovo lavoro mi sa quindi che quel materiale registrato dal Mccravern con Iosonouncane non lo vedremo mai
  15. Gasba

    Twin Peaks

    Abbandonata ogni speranza di trovare una serie tv decente, mi sono rivisto Twin Peaks 3 in una specie di maratona in 5 giorni. Visto che all'epoca non ho avuto modo, voglio condividere un paio di pensieri sparsi: Mi è piaciuto più della prima volta, se possibile. Anzi penso che in tv non si sia praticamente mai visto niente del genere, e il pubblico a malapena se n'è accorto. D'altronde nell'era di Netflix, patria della fruizione mordi-e-fuggi, era normale che una serie come questa cadesse subito nel dimenticatoio. Esclusi gli affezionatissimi, i cinefili e i lynch maniaci, TP3 è apparso alla restante massa come una grande incognita, una di quelle opere contemporanee così indecifrabili da sembrare - a volte giustamente - provocatorie, prive di senso e direzione. Allo spettatore medio non piace la centrifuga: egli pretende la linea retta, la spiegazione, pretende il personaggio-professore che sul finale, armato di colpi di scena e stereotipi, svela alla platea il senso ultimo di ogni cosa (momento che di norma è ritardato fino allo sfinimento). Solo così lo spettatore medio riesce a prendere sonno la sera, soddisfatto e rassicurato che anche stavolta tutto abbia un senso. Solo se ogni cosa è ben terminata possiamo tutti ripeterla in coro, come in chiesa. Se le parole sono confuse, o peggio ancora interminabili, lo spettatore medio allora si sente preso in giro, e il rigido cristallo delle sue aspettative evapora in una grande nube insignificante e incolore, subito spazzata via da jon snow che si incula la regina dei draghi o da altri fuochi d'artificio del momento. Ebbene, tutto questo Lynch lo sa, e ne fa un ritratto sconcertante e geniale. In un ricamo citazionistico di pittura, videoarte e cinema, di realtà e finzione, fa interferire i codici televisivi fino al loro completo rovesciamento, perculando alla grande questa generazione di spettatori. Sostituisce la logica del "tutto e subito" con quella del "niente chissà quando". Condanna l'antagonista facendone pura attività, pura volontà e costante ricerca (di coordinate, di direzioni), e fa invece dell'eroe centrale un ebete inattivo, un albero, un tempo morto vivente - quintessenza del wu-wei taoista. Sottrae all'intreccio la spiegazione e la linea retta, lasciando che gli eventi si manifestino per così dire "spontanei", come in sogno, senza un centro. Fa dell'esperienza televisiva un delirio elettrico, un sogno collettivo che non ha un sognatore unico e certo. Fa del televisore una scatola vuota, che non mostra nulla fintanto che la si osserva direttamente e ci si aspetta qualcosa, ma genera figure - o mostri - non appena si distoglie lo sguardo: la verità non è nel centro, ma sulla coda dell'occhio, al limite tra dicibile e indicibile, in quello spazio vuoto e intestimoniabile che non può essere colmato se non da noi stessi. In tutto ciò, rivolgendosi cioè direttamente allo spettatore-sognatore, Lynch disegna nel frattempo il suo definitivo compendio cinematografico, dando vita a una vera e propria cosmogonia personale fatta di macchie indistinte e vaghe impressioni. Si potrebbero perdere giorni a dare una spiegazione al tutto, a ricostruire il puzzle: eppure ci sarà sempre quel tassello mancante che va inventato, quel vuoto anarchico che si rifiuta di irrigidire il disegno completo e quindi lo inghiotte come un buco nero. Tutto è energia, afferma Lynch con Einstein; energia e materia sono interscambiabili. Come la materia può sprigionare un'enorme energia, così l'energia può condensarsi in materia. La forma-pensiero Twin Peaks, questi attori e questi luoghi "finti", sono un grande sogno al pari della vita, e al pari della vita possono quindi dirsi "reali". No hay banda, eppure sento un suono.
  16. Gasba

    Un film al giorno Vol. 2

    Guarda Morricone ha proverbialmente un carattere di merda e sta antipatico a molti (non le ha mai mandate a dire), ma insomma qua si esagera. Al rollingstone non bastava cadere in basso, vuole pure grattare il fondo.
  17. modifiedbear

    "...2018, 2018, 2018..."

    estratto da Szun Waves - New Hymn To Freedom. Che merita considerevolmente.
  18. Mr. Wolf

    Un film al giorno Vol. 2

    Non è da Morricone, che cavolo.
  19. OKPC_82

    Serie Tv

    Visti i primi due episodi, molto bene fatta e Carrey perfetto nel ruolo. Per ora manca però la magia di quel capolavoro che fu Eternal Sunshine of the Spotless Mind.
  20. OKPC_82

    Un film al giorno Vol. 2

    Ah ecco, mi sembrava una presa di posizione eccessiva .
  21. Gasba

    Un film al giorno Vol. 2

    Smentita https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2018/11/11/news/ennio_morricone_quentin_tarantino-211372417/ Tarantino si sarà fatto una risata
  22. frasky

    Thom: mini-tour in Europa

    Indipendente concerti sta sponsorizzando un po' troppo Thom in questi giorni
  23. OKPC_82

    Un film al giorno Vol. 2

    Notevole! https://www.rollingstone.it/cinema/news-cinema/morricone-distrugge-tarantino-e-un-cretino-senza-idee/435301/
  24. molonovo

    Radiohead su web & social

    Il Late Junction Mix per BBC3 è spettacolare. L'ho ascoltato stamani. Interessante anche la parte introduttiva in cui Thom parla a ruota libera di musica.
  25. frasky

    Stanley Donwood (artwork)

    Io ci sto facendo un pensierino, perché in fondo non costa tanto. Semmai prendilo solo se hai già il Dead Children Playing che è più caratteristico, meno enciclopedico e si trova abbastanza facilmente firmato Poi per una questione di gusti personali preferisco i suoi lavori dal 96 al 2003, che in questo volume sono stati tagliati, a parte qualche eccezione. Questo probabilmente conterrà per la maggior parte le stampe di Eraser, Amok e degli alberi. Se vuoi dare uno sguardo all'interno: https://www.instagram.com/p/Bcn2kBZgVXO/?utm_source=ig_share_sheet&igshid=x9sauupioox
  26. @li

    Stanley Donwood (artwork)

    @frasky il libro secondo te vale la pena?
  27. frasky

    Stanley Donwood (artwork)

    Un po' magra quest'anno
  1. Load more activity
×