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kid a

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    Faust Arp
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  1. da notare che è lo stesso video che hanno scopiazzato per Arriva lo ye ye
  2. sempre fieramente plagiari
  3. Trovo sia un'idea bizzarra e impraticabile. Delle tre opzioni dico la 1, ma non perché sia desiderabile (anzi), ma perché non c'è altra scelta. O quello, o la Grecia salta alla prossima crisi. AL momento non vedo grossa disposizione in tal senso. Ma credo anche che l'euro non sarà lasciato crollare tanto facilmente
  4. per la cronaca, Moscovici ha già fatto capire che se ci azzardiamo d "aumentare il debito per creare aiuti sociali" lo spread salirà di nuovo. Contenti voi di essere tenuti per le palle dalla finanza internazionale chevvedevodì
  5. Ma l'Europa non è l'euro, nulla ti vietava di stare nell'UE senza l'Euro. Un'integrazione era possibile anche senza le storture dell'eurozona. In ogni caso i presunti pregi (per me inesistenti, ma non voglio dilungarmi su questo) non compensano minimamente risultati catastrofici sotto ogni punto di vista a livello economico. A titolo esemplificativo: i Paesi al di fuori dell'Euro hanno avuto un PIL superiore dell'8,1% rispetto al 2007, contro lo 0,6 dell'Eurozona nel suo complesso. Se andiamo ad osservare altri dati come la disoccupazione e la produttività le divaricazioni sono analoghe. Anche la performante Germania ha avuto risultati inferiori ai Paesi non appartenenti all'euro (+0,6 tra 2007 e 2015, PIL sostanzialmente stagnante). E' stato stimato che, anche se si riuscisse a riportare la crescita ai livelli precedenti, ed è praticamente impossibile, il valore complessivo della perdita di PIL rispetto alla tendenza di crescita effettiva in assenza dell'Euro sarà di quasi 200.000,00 miliardi di euro. Insomma, tutti i dati economici parlano estremamente chiaro: l'euro è stato un errore, ma questo lo si sapeva benissimo prima, è stato ammesso persino da alcuni dei suoi fautori. Si è voluto frettolosamente fare una moneta comune senza che ve ne fossero i presupposti, mettendo il carro davanti ai buoi col risultato di rallentare e per certi versi pregiudicare il processo di integrazione, invece del contrario. Ora occorre rimediare, ma date le condizioni politiche sarà molto dura, al momento non ci sono grosse prospettive. Vedremo.
  6. L'entrata nell'eurozona è stato un errore che abbiamo pagato e continueremo a pagare a caro prezzo. Tuttavia un'uscita unilaterale non è pensabile perché significherebbe default e si tradurrebbe in una crisi finanziaria probabilmente globale. La cosa più sensata sarebbe solidarizzare con gli altri Paesi debitori per indurre la Governance europea ad implementare le riforme necessarie per garantire la sostenibilità della moneta unica o, in alternativa, negoziarne lo smantellamento controllato. Anche perché se non si prendono provvedimenti al prossimo shock potrebbe non resistere. Riguardo agli investimenti in deficit: è chiaro che non si può pretendere che il deficit sia strutturale come in passato, ma un certo margine di flessibilità, quantomeno per affrontare le conseguenze del ciclo economico sì. Detto questo, hai individuato correttamente le motivazioni della scomparsa della sinistra. io riassumerei il tutto con "è caduto il Muro di Berlino". Da allora l'accelerazione globalista è stata inarrestabile. Ma senza una forte presenza dello Stato nell'economia la giustizia sociale non è perseguibile. Dovevamo pensarci bene prima di lanciarci a capofitto nel mare magnum della globalizzazione, abbandonando il progetto costituzionale.
  7. Un quasi default determinato da una struttura asimmetrica ed iniqua dell'eurozona e dall'assenza di istituzioni che ne garantiscano la sostenibilità, nonché dalla totale mancanza di solidarietà da parte dei tedeschi. Default scongiurato unicamente grazie a Draghi nel momento in cui ha annunziato l'OMT. Le manovre correttive di cui parli hanno aggravato la recessione, come è sempre avvenuto ovunque si siano attuate politiche procicliche in tempo di recessione (USA post 29, Crollo Borse asiatiche anni 90, Argentina, etc.), fatto riconosciuto tra l'altro anche dal FMI. Ed in ogni caso le manovre suddette erano finalizzate a far riguadagnare competitività al Paese, diminuendo i salari, e di conseguenza aumentando l'occupazione, e distruggendo la produzione industriale "in eccesso" (25%) circa. Con la conseguenza paradossale di aggravare le condizioni di finanza pubblica (rapporto debito/PIL dal 116 al 132). Ovunque si siano applicate politiche anticicliche la recessione è stata meno duratura e meno profonda. Io non credo al Paese di Bengodi dove stampi moneta e magicamente andiamo in giro con i lingotti d'oro, ma certe tesi economiche che spopolano tra le elites europee si sono dimostrate altrettanto antiscientifiche (oltre che antisociali).
  8. scusa ma non mi andava di arrovellarmi a raccogliere dati sul sito dell'ISTAT per smentire quella che, con ogni evidenza, è una sesquipedale cazzata
  9. se la sinistra si preoccupa più dei mercati, dello ius soli e dell'antifascismo (in assenza di fascismo), che del welfare e dell'occupazione mi sembra anche un fatto abbastanza normale. La gente soffre, la gente non lavora o è precaria, o non può pagarsi le cure mediche. Non so come facciate a non vederlo
  10. ti ringrazio, ero a corto di spocchia piddina
  11. amico mio, qui mi sa che sei tu a vivere in una realtà parallela
  12. il libro è consigliatissimo, un sunto chiaro ed esplicativo di tutto ciò che non va nella costruzione della moneta unica.
  13. azz
  14. ha veramente fatto il botto e per la prima volta un disco italiano contemporaneo e dal respiro internazionale