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echoes

Un film al giorno Vol. 2

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15 hours ago, Gasba said:

Il miglior Tarantino dai tempi di Kill Bill.

Grande film. Quando non fa il cazzaro e si mette a scrivere come sa fare solo lui, è gioia pura.

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Molto commerciale. Sarà un mio limite ma non trovo mai nulla di entusiasmante nei suoi film , nel suo Cinema insomma.

 

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7 hours ago, franz k said:

Molto commerciale. Sarà un mio limite ma non trovo mai nulla di entusiasmante nei suoi film , nel suo Cinema insomma.

Certo che è commerciale... ma finalmente lo è come si deve!
Il fatto è che tarantino va visto con i pop-corn.
è come guardare un warhol: non puoi aspettarti chissà quali sconvolgimenti esistenziali, ma al massimo qualche riflessione, provocazione e magari due risate.
Lo sbaglio è aspettarsi troppo, per questo più tarantino mi diventa "sofisticato" e più io mi annoio. Se si toglie la componente cazzona dai suoi film, rimane solo un oceano di citazioni e strizzate d'occhio (che comunque sembrano bastare a certi cinefili).
è un cinema che non vuole andare in profondità, ma lavora sull'epidermide (cioè sulla pelle, sulla pellicola, sul film).

Il pessimo merenghetti critica l'ultimo film dicendo che "è una masturbazione di un bambino".
Ecco, questa non è né una novità, né tantomeno un difetto.
Tarantino infatti dà il meglio di sé quando gioca, e mi risulta invece pesantino quando si accartoccia su interminabili dialoghi pseudo-psicologici alla hateful eight o su rivisitazioni storiografiche che non gli appartengono.

La strategia narrativa di cambiare i fatti della storia attraverso il cinema, ormai quasi programmatica, trova qui finalmente il suo habitat naturale e la sua vera ragione d'esistere.
In Bastardi senza gloria utilizzava la stessa identica idea, che sfociava nella meravigliosa sequenza del cinema nazista.
In tarantino gli schiaffi alla storia sono il simbolo stesso del fare cinema: la finzione si rassegna ad essere finzione e quindi si eleva al quadrato, e abbandona ogni pretesa di testimonianza.
è il bambino che rivendica la potenza del proprio gioco sulla realtà, e ne prova a modificare le traiettorie in virtù del proprio capriccio di piacere.
Non per nulla nelle sue storie la vendetta si attua sempre attraverso un meccanismo di finzione (gli americani fingono di essere nazisti, django finge di essere un cacciatore di taglie, Cliff finge di essere Rick, ecc.)
Ma se in bastardi senza gloria avevo l'impressione che stesse facendo il passo più lungo della gamba (cioè che stesse parlando di qualcosa di più grande di lui), qui invece lo schiaffo alla storia mi è sembrato più funzionale e meno presuntuoso.
è evidente che Tarantino è più a suo agio a parlare di un mondo che gli appartiene, che padroneggia e che ama alla follia.
In un certo senso blasfemo, questo è il suo 8 e mezzo.

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Lo rivedrò altre 2-3 volte come di mia abitudine. 

Non dirò il migliore/peggiore. Perché penso sia quello più maturo a livello di scrittura, contiene tantissime cose, tra le righe. È molto fine, come scrittura. 

Questo non salta all’occhio subito. Io c’ho dovuto pensare per 48h, e ogni tanto “aaaah! Siiiii ora ho capito perché! Giusto!”

come nella musica, le cose migliori sono gli instant classic ma anche i grower. 

Non ti piace sopratutto se non sei suo fan, questo posso dirlo: ha il sapore di un ultimo film, un testamento cinematografico*

Una vera e completa dichiarazione d’amore verso il cinema che ama, anche a costo di auto citarsi, sempre con intelligenza. Anche al costo di sembrare trash o ai limiti del grottesco ( a chi piacciono i cazzo di spaghetti western, o la scena con Bruce Lee, o il film di Steve McQueen ). E non è vero che gli si perdona tutto è che lui ha trovato l’equilibrio e la formula per farlo: qualità nella musica, nelle inquadrature, nella fotografia e nel montaggio.

Ecco perché resta il più grande cineasta post-moderno. Della sua generazione, dico. Dagli anni ‘90 in poi, dico. 

*lo so ha detto che vorrebbe fare un #10 ma io parlo di sensazioni, per me potrebbe farne altri 99 se con questa qualità. 

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2 hours ago, Gasba said:

Certo che è commerciale... ma finalmente lo è come si deve!
Il fatto è che tarantino va visto con i pop-corn.
è come guardare un warhol: non puoi aspettarti chissà quali sconvolgimenti esistenziali, ma al massimo qualche riflessione, provocazione e magari due risate.
Lo sbaglio è aspettarsi troppo, per questo più tarantino mi diventa "sofisticato" e più io mi annoio. Se si toglie la componente cazzona dai suoi film, rimane solo un oceano di citazioni e strizzate d'occhio (che comunque sembrano bastare a certi cinefili).
è un cinema che non vuole andare in profondità, ma lavora sull'epidermide (cioè sulla pelle, sulla pellicola, sul film).

Il pessimo merenghetti critica l'ultimo film dicendo che "è una masturbazione di un bambino".
Ecco, questa non è né una novità, né tantomeno un difetto.
Tarantino infatti dà il meglio di sé quando gioca, e mi risulta invece pesantino quando si accartoccia su interminabili dialoghi pseudo-psicologici alla hateful eight o su rivisitazioni storiografiche che non gli appartengono.

La strategia narrativa di cambiare i fatti della storia attraverso il cinema, ormai quasi programmatica, trova qui finalmente il suo habitat naturale e la sua vera ragione d'esistere.
In Bastardi senza gloria utilizzava la stessa identica idea, che sfociava nella meravigliosa sequenza del cinema nazista.
In tarantino gli schiaffi alla storia sono il simbolo stesso del fare cinema: la finzione si rassegna ad essere finzione e quindi si eleva al quadrato, e abbandona ogni pretesa di testimonianza.
è il bambino che rivendica la potenza del proprio gioco sulla realtà, e ne prova a modificare le traiettorie in virtù del proprio capriccio di piacere.
Non per nulla nelle sue storie la vendetta si attua sempre attraverso un meccanismo di finzione (gli americani fingono di essere nazisti, django finge di essere un cacciatore di taglie, Cliff finge di essere Rick, ecc.)
Ma se in bastardi senza gloria avevo l'impressione che stesse facendo il passo più lungo della gamba (cioè che stesse parlando di qualcosa di più grande di lui), qui invece lo schiaffo alla storia mi è sembrato più funzionale e meno presuntuoso.
è evidente che Tarantino è più a suo agio a parlare di un mondo che gli appartiene, che padroneggia e che ama alla follia.
In un certo senso blasfemo, questo è il suo 8 e mezzo.

E non dimenticarti, caro amico cineasta, che questo si chiama: “C’era una volta...”

è una favoletta, cazzo. Una FAVOLA. Perciò è un genio. 

E perciò come dici tu, qua funziona bene il ribaltamento e la finzione nella finzione di cui tu giustamente parli, ma in maniera migliore di me.

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22 hours ago, echoes said:

Caruccio, mi ha divertito molto.

. Esattamente ciò che andrebbe detto, né una parola di più, né una di meno.

 

Nel frattempo mi sono rivisto 2 volte Parasite prima che cominciasse a sparire dalle sale: per ora FILM DELL’ANNO. In attesa di Joker e di Polanski, chiaramente.

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On 9/11/2019 at 11:17 PM, modifiedbear said:

Ieri mattina, in un lampo di non-voglia di lavorare sono sceso a riguardarmi per la seconda volta Once Upon A Time in Hollywood di Tarantino, dato che è ancora nelle sale.
Non ai livelli degli Hateful, ma poco manca. Strepitoso.

Nel fare, ho deciso di riattivare la mia vecchia tessera del cinema che tenevo ferma da un paio d'anni, e mi sono ricordato del perché ogni tanto bisogna voler bene anche a questa città bistrattata: per un forfait di 20€/mese ho accesso illimitato a tutte le proiezioni di tutti i cinema della città, 7/7 e 24/24, indipendentemente dalla catena, e cinema indipendenti inclusi. E non solo nel raggio di 1km ho 5 multisala per le nuove uscite, ma giusto nel mio quartiere di cinema indipendenti ce ne sono DICIOTTO – nell'ultimo mese mi sono sparato una rassegna su Kubrick (compresa la proiezione della pellicola restaurata in 4k dello scorso anno di 2001: Odissea nello spazio), Fellini, Bergman, e recentemente rivisto quasi tutti i Tarantino su grande schermo. E la nuovissima versione di Apocalypse Now – final cut, per il 40° anniversario del film.
Con la tessera riattiva mi sa che le mie mattinate e nottate invernali sono salve alla grande.

Questa settimana saranno Parasite e il nuovo Scorsese.
In grandissima attesa di Polanski e di Joker.

Perché in Italia no?:(

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On 9/24/2019 at 12:08 AM, principles said:

Ecco perché resta il più grande cineasta post-moderno. Della sua generazione, dico. Dagli anni ‘90 in poi, dico. 

Nel cinema commerciale di sicuro! Tra l'altro i grandi incassi di tarantino sono incrementati anche dalle seconde e terze visioni, cosa alquanto rara per altri registi.

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5 hours ago, Gasba said:

Nel cinema commerciale di sicuro! Tra l'altro i grandi incassi di tarantino sono incrementati anche dalle seconde e terze visioni, cosa alquanto rara per altri registi.

Eccomi. 

Sono uno che da Kill Bill in poi, avevo 15 anni, guarda ogni suo film 2/3 volte almeno al cinema. La terza di solito in lingua originale ( abitudine presa sopo Unglorious - fu cruciale rivederlo in inglese ) 

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E grosso “meeh” anche per l’ultimo Woody Allen, che ormai vado a vedere solo per fedeltà al regista che fu mezzo secolo fa, sperando dentro di me in qualche semi-perla alla irrational man. Commedia godibile, dimenticabile, e più diretta di un racconto breve. Inutile e simpatica. 5.5

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Non perdetevi "Burning" di Lee Chang-dong, uscito in questi giorni.

Un magistrale adattamento di "Granai incendiati" di Murakami.

 

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8 hours ago, modifiedbear said:

Ad Astra qualcuno? Che porcheria :ph34r:

Non avevo dubbi.

Diciamolo anche @TomThom

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Eh, apprezzo James Gray: I Padroni della Notte, Two Lovers e C'era una Volta a New York sono dei signori film. Ad Astra non credo di riuscire a vederlo al cinema, ormai

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On 10/1/2019 at 4:38 PM, principles said:

Dio, se esisti, salvaci dai fan di Tarantino :'( 

:ok:

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5 hours ago, principles said:

Siete la morte del cinema. 
 

con affetto eh, sai che ti voglio bene

Ma io non sono nè fan nè detrattore in realtà. 

:wub:

 

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