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Un film al giorno Vol. 2

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4 hours ago, TomThom said:

Grazie di esistere, Charlie Kaufman.

poster_opt.jpg

Uno dei film più belli usciti nell’ultimo anno, insieme a Zio Quentin e a Parasite. 

Sto leggendo il libro e Kaufman da bravo sceneggiatore qual è, l’ha portato ad un livello altissimo. 
A livello di regia ha aggiunto un pizzico di Lynch e Kubrik come ingrediente segreto. 
Attori stellari, finale da antologia.

 

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On 9/29/2020 at 2:51 PM, jimy84 said:

non si vede ma credo sia il poster di I am thinking of ending things. Ancora non ho trovato il tempo (e la voglia) di dedicarmici. quando hai tempo scrivi due righe, cosí magari mi dai l´ispirazione? :martel:

Se hai visto Synecdoche, New York, questo è una sorta di naturale sbocco di un tipo di poetica ormai riconoscibilissima. Probabilmente non dice "di più", perché Synecdoche credo sia inarrivabile per il suo modo di intendere il cinema (un po' come The Tree of Life e prima The Thin Red Line sono i monoliti di Malick, limiti praticamente non più valicabili dietro la macchina da presa per aver già detto tutto in precedenza), ma lo dice in modo diverso e con una chiave differente. Una visione ristoratrice, salvifica e purificante, poetica, totalmente fuori contesto all'interno di quel mare di merda che inonda Netflix. 

Interessante @principles, ero proprio curioso di capire (non avendo letto il libro di Reid) quanto abbia kaufmanizzato lo script rispetto al romanzo.

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18 hours ago, TomThom said:

Se hai visto Synecdoche, New York, questo è una sorta di naturale sbocco di un tipo di poetica ormai riconoscibilissima. Probabilmente non dice "di più", perché Synecdoche credo sia inarrivabile per il suo modo di intendere il cinema (un po' come The Tree of Life e prima The Thin Red Line sono i monoliti di Malick, limiti praticamente non più valicabili dietro la macchina da presa per aver già detto tutto in precedenza), ma lo dice in modo diverso e con una chiave differente. Una visione ristoratrice, salvifica e purificante, poetica, totalmente fuori contesto all'interno di quel mare di merda che inonda Netflix. 

Interessante @principles, ero proprio curioso di capire (non avendo letto il libro di Reid) quanto abbia kaufmanizzato lo script rispetto al romanzo.

Il libro, tanta roba, ma è un thriller a tinte horror più che altro. Meno poesia, meno grottesco. 
 

Synecdoche, devo recuperarlo. Mai visto ahimè 

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3 hours ago, principles said:

Il libro, tanta roba, ma è un thriller a tinte horror più che altro. Meno poesia, meno grottesco. 
 

Synecdoche, devo recuperarlo. Mai visto ahimè 

 

fallo subito allora, synecdoche é un film immenso!

 

visto ending things ieri sera, grazie a te e tommasino per avermi convinto. Come aveva scritto proprio @TomThom, concettualmente sembra una nuova elaborazione di quanto giá espresso nei suoi precedenti film - forse in maniera "semplificata", se si puó usare l´aggettivo semplice per un film del genere (mi spiego: forse perché ormai conosco il suo stile, ma ero abbastanza convinto della chiave di lettura del film dopo poche scene, mentre mi ci sono voluti mesi di riflessioni e diverse visioni e ancora non sono sicuro di aver capito completamente synecdoche ny). l´apoteosi del meta, tanti tanti riferimenti - a volte difficili da seguire specie per chi come me non conosce i musical. ma la bravura di Kaufman é anche quella di inventare elementi di cultura pop e renderli totalmente credibili ed adatti alla storia - tipo il gelataio, per un po´ pensavo davvero che esistesse una catena del genere. o il finale del film degli hamburger :clapclap:

il film probabilmente contiene alcune delle scene visivamente piú belle della sua carriera - il balletto finale é meraviglioso, una carezza dopo una serie di cazzottoni sotto al mento.

prova corale impressionante da parte degli attori. mi é stato fatto giustamente notare che l´ottimo Jesse Plemons ha una discreta somiglianza fisica col compianto protagonista del sopra citato Synecdoche (fondamentalmente, roscio e un po´sovrappreso :laugh:). coincidenze?

 

insomma, grazie charlie.

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Oggi sono andato a vedere Drunk (Druk, e tradotto in Another Round per le distribuzioni anglofone) di Thomas Vinterberg. Davvero esorbitante.
Riconferma la mia nausea rispetto ai pagliacci del nord Europa (dove sto trascorrendo a mio gusto un po' troppo tempo, nell'ultimo anno), messa in scena da chi ha partorito qualcosa come Festen o Il sospetto.

Da rivedere.
 

 



(PS. Dato che ne parlate: Synecdoche NY sottovalutatissimo).

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On 10/14/2020 at 10:25 PM, modifiedbear said:

Oggi sono andato a vedere Drunk (Druk, e tradotto in Another Round per le distribuzioni anglofone) di Thomas Vinterberg. Davvero esorbitante.
Riconferma la mia nausea rispetto ai pagliacci del nord Europa (dove sto trascorrendo a mio gusto un po' troppo tempo, nell'ultimo anno), messa in scena da chi ha partorito qualcosa come Festen o Il sospetto.

Da rivedere.
 

 



(PS. Dato che ne parlate: Synecdoche NY sottovalutatissimo).

sei troppo criptico: non ho capito se ti è piaciuto o no! :D 

...e tieni conto che se assomiglia alle onde del destino a me farà schifo, se invece se ne allontana per me è un capolavoro assoluto! :D :D :D 

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18 hours ago, zalucy said:

sei troppo criptico: non ho capito se ti è piaciuto o no! :D 

...e tieni conto che se assomiglia alle onde del destino a me farà schifo, se invece se ne allontana per me è un capolavoro assoluto! :D :D :D 

Eccome se mi è piaciuto! :smoke:
Niente a che vedere con le onde del destino.

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On 10/20/2020 at 8:37 AM, modifiedbear said:

Eccome se mi è piaciuto! :smoke:
Niente a che vedere con le onde del destino.

perfect! hai reso una donna felice! :D 

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