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Un film al giorno Vol. 2

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C'è un nuovo film di Spike Jonze? Col Phoenix? Comincio a leccarmi baffa e barbi.

Ieri, dopo anni, ho rivisto Fight Club. Film della vita.

Ieri, dopo anni, ho rivisto Manhattan. Film della vita.

Un film poco conosciuto che consiglio a tutti di guardare - a patto che scriviate qui la vostra reazione immediata - è Gummo. Dico solo che è un film tutto arte e niente storia. Un film che continuo a guardare di tempo in tempo, nel senso che non ne ho mai interrotto la visione, va avanti da mesi e mesi.

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The Woolf of Wall Street gran bel film che non avrei accorciato di un solo minuto. Di Caprio poco da fare,rimane uno dei migliori attori sulla piazza (solo a me ha ricordato quando recitava in buon compleanno mr grape?).

per quanto riguarda l'oscar al miglior film straniero, se avete occasione guardatevi il nominato "il sospetto", per me uno dei film dell'anno.

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comunque, ieri notte The wolf of wall street

The-Wolf-of-Wall-Street-due-clip-e-featurette-in-italiano-con-intervista-a-Leonardo-DiCaprio-620x350.jpg

voto: 8

ho riso come un pazzo per gran parte del tempo - 3 ore che sono volate via abbastanza veloci.

molto scorsese, quasi autocitazionista fin dall'inizio - citazione palese di goodfellas, con di caprio-belfort che dice :"ho sempre voluto diventare ricco", così come ray liotta diceva "ho sempre voluto fare il gangster".

sesso e droga i veri protagonisti del film, con alcune scene di perversione clamorose, altre forse esagerate ma funzionali alla storia in un certo senso.

mi è piaciuto molto il fatto che il regista non giudica mai, non condanna o almeno non direttamente gli eccessi di belfort e la sua mancanza di moralità. è compito dello spettatore decidere se ci troviamo di fronte ad un personaggio con cui simpatizzare o se godere della sua inevitabile caduta. unico momento in cui ho intravisto il punto di vista del regista è la discussione tra belfort e la prima moglie... sotto la tramp tower. anche questo tipico scorsese direi, la storia deve scorrere via, non va appesantita con riflessioni e attacchi - espliciti - a wall street e al consumismo in stile oliver stone.

ovviamente la regia è eccellente, tipicamente scorsesiana - ho trovato notevoli gli slow motion e le scene di massa. solita grande colonna sonora (nonostante questa), ma col buon martino c'è da stare tranquilli da quel punto di vista.

la critica che mi sento di fare è che lo story telling... è un po' debole. nel senso, si passa da un eccesso all'altro, da una festa all'altra, ma sembra mancare un po' di trama. ad esempio, mi sarebbe piaciuto se il film avesse trattato più dei crimini compiuti da belfort e company, ma chiaramente, come dicevo prima, il film non parla tanto della carriera e delle tecniche (criminali) della boiler room, quanto della vita da rock star folle che quel gruppo di delinquenti ha vissuto per qualche anno, con i soldi ottenuti così facilmente e così velocemente alle spalle di tanti poveracci.

di caprio è immenso nella sua interpretazione. inizia come un ambizioso ma un po' imbranato broker in una famosa banca d'affari (addirittura strepitoso il cameo di mcconaughey, che gli da una "lezione di vita" da broker), e piano piano si trasforma in un mostro assetato di soldi, droga e sesso. dimostra un talento comico inaspettato, probabilmente facilitato dal fatto di avere una spalla come jonah hill. addirittura tira fuori una scena quasi slapstick -stile buster keaton, quando in preda agli effetti del qualudes non è in grado di camminare. l'ho trovato credibile e chiaramente ispirato. oh, per me se non vince l'oscar manco stavolta è un'ingiustizia.

Sottoscrivo. Certo, uscendo dalla sala mia è venuto da chiedermi: "perché Scorsese, che negli ultimi tempi si è abbastanza diversificato nei generi e nelle trame, ha voluto sfornare un film così simile ai suoi classici?"

La risposta in realtà ancora non l'ho trovata. Forse semplicemente ne aveva voglia. In ogni caso, "già visto" o no, mi è piaciuto (trovatemi un altro regista che tiene così alta l'attenzione per 3 ore senza l'uso di fuochi d'artificio alla Nolan).

E comunque, piccola riflessione spoiler: Wall Street e l'industria cinematografica hanno come comun denominatore l'essere indissolubilmente legati al commercio, alla compravendita, all'economia. In questo contesto credo che il finale parli chiaro: la platea che ascolta il seminario siamo noi in sala. Il cinema è assolutamente superfluo, e questo film lo è in particolar modo: come ripeto, che "bisogno" c'era di fare un film già visto? Ebbene, Hollywood il bisogno te lo crea. Ti da qualcosa di assolutamente inutile, superfluo, ma lo circonda con tutto un'apparato ben studiato, che rende il prodotto quasi indispensabile. Questo rende il film molto interessante, perché attraverso questo metodo il regista fa coincidere la tematica del film col film stesso, mette in luce con ogni singolo fotogramma i processi costruttivi che gli stanno dietro, senza cadere in un piatto ed abusatissimo metalinguaggio dei poveri.

Insomma, questa potrebbe essere un'ipotetica chiave di lettura, anche se dovrei rivederlo prima di avere la sicurezza di spararla così grossa :lol:

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The Wolf of Wall Street a caldo mi ha abbastanza colpito, ma devo dire che sedimentando non lascia poi molto, se non la bella interpretazione di Leo...che merita assolutamente l'Oscar. Da 6.5/7, il film, non di più.

Invece, se potete, evitate accuratamente The Counselor...scritto da McCarthy, che evidentemente rende meglio quando è "sceneggiato" e non sceneggiatore, un polpettone filo-filosofico (a Ridley, mavvaff...) con dialoghi al limite della pesantezza intestinale e uno spreco, vero, di un cast di tutto rispetto. Bardem, conciato così, è un insulto al quieto vivere. Voto 4, giusto perché a Ridley voglio bene.

Da vedere, assolutamente, Nebraska. Voto 7.5

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che poi the counselor-il procuratore,cazzo c'entra?

per tutto il film lo aspettavo...ma fassbender veniva chiamato l'avvocato... :wacko::martel:

il film per brutto che sia è chiaramente dedicato al fratello tony che faceva delle merdate simili,non ci sono altre risposte.

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Grazie, allora non andrò a vederlo.

Bardem, conciato così, è un insulto al quieto vivere.

E' la prima cosa che ho pensato guardando la locandina. Che spreco.

Lunedì A proposito di Davis... tanta tanta curiosità. :rolleyes:

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The Wolf of Wall Street a caldo mi ha abbastanza colpito, ma devo dire che sedimentando non lascia poi molto, se non la bella interpretazione di Leo...che merita assolutamente l'Oscar. Da 6.5/7, il film, non di più.

Invece, se potete, evitate accuratamente The Counselor...scritto da McCarthy, che evidentemente rende meglio quando è "sceneggiato" e non sceneggiatore, un polpettone filo-filosofico (a Ridley, mavvaff...) con dialoghi al limite della pesantezza intestinale e uno spreco, vero, di un cast di tutto rispetto. Bardem, conciato così, è un insulto al quieto vivere. Voto 4, giusto perché a Ridley voglio bene.

Da vedere, assolutamente, Nebraska. Voto 7.5

nebraska mi ispira tantissimo! ma ci sono un altro paio di film in uscita che vorrei vedere, ad esempio i Coen e Dallas Buyers Club. A leggere le recensioni, pare che McConaughey abbia deciso di diventare un attore serio e ci sia riuscito.

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Sottoscrivo. Certo, uscendo dalla sala mia è venuto da chiedermi: "perché Scorsese, che negli ultimi tempi si è abbastanza diversificato nei generi e nelle trame, ha voluto sfornare un film così simile ai suoi classici?"

La risposta in realtà ancora non l'ho trovata. Forse semplicemente ne aveva voglia. In ogni caso, "già visto" o no, mi è piaciuto (trovatemi un altro regista che tiene così alta l'attenzione per 3 ore senza l'uso di fuochi d'artificio alla Nolan).

E comunque, piccola riflessione spoiler: Wall Street e l'industria cinematografica hanno come comun denominatore l'essere indissolubilmente legati al commercio, alla compravendita, all'economia. In questo contesto credo che il finale parli chiaro: la platea che ascolta il seminario siamo noi in sala. Il cinema è assolutamente superfluo, e questo film lo è in particolar modo: come ripeto, che "bisogno" c'era di fare un film già visto? Ebbene, Hollywood il bisogno te lo crea. Ti da qualcosa di assolutamente inutile, superfluo, ma lo circonda con tutto un'apparato ben studiato, che rende il prodotto quasi indispensabile. Questo rende il film molto interessante, perché attraverso questo metodo il regista fa coincidere la tematica del film col film stesso, mette in luce con ogni singolo fotogramma i processi costruttivi che gli stanno dietro, senza cadere in un piatto ed abusatissimo metalinguaggio dei poveri.

Insomma, questa potrebbe essere un'ipotetica chiave di lettura, anche se dovrei rivederlo prima di avere la sicurezza di spararla così grossa :lol:

Sono d'accordo con la tua interpretazione, anche se a me piace pure il metacinema dei poveri. :laugh:

Tra l'altro carine le citazioni di La passione di Giovanna d'arco, Blow-Up, Zero de conduite e The Graduate.

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per farmi passare il magone, ho deciso di guardare tutti i film di philip seymour hoffman che mi mancavano.

ho iniziato con questo

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A late quartet, ispirato dal fatto che, oltre a hoffman, nel cast ci fossero Christopher Walken e Catherine Keener. mah.

la regola é sempre la stessa: non necessariamente un grande cast significa un grande film. in particolare, questo sembra partire bene, ma poi la trama é talmente banale da sembrare una telenovela. troppi twist nella trama, relazioni fragili, one night stand piú prevedibili di un commento sul blog di grillo.

bene gli attori principali, anche se lo script é quello che é, e sembrano quasi intrappolati nella pochezza dei loro personaggi. in particolare il primo violinista e la breve relazione con la figlia degli altri due, piú improbabile e prevedibile della relazione fra l'elfa e il nano de La desolazione di Smaug.

bellissima la musica, ma pessimo il modo in cui viene "suonata" dai quattro attori, veramente poco credibile. ancora meno credibile il fatto che un secondo violinista voglia diventare primo violino dopo 25 anni, ma vabbé.

per rifarmi ho deciso di rivedermi Capote e The Master nei prossimi giorni.

ah, e sabato vado a vedere Dallas Buyers Club, veramente curioso di vedere se Matthew McConaughey é diventato un attore per davero.

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Gran bella interpretazione di McConaughey e meritata candidatura all'Oscar, ma dimagrire venti chili credo aiuti un po' tutti ad apparire più bravi.

Dallas Buyers Club, per inciso, è un gran bel film.

Nel frattempo, pure io ricordando Philip, ho recuperato quella roba mastodontica di

8.jpg

Chapeau.

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Nel frattempo, pure io ricordando Philip, ho recuperato quella roba mastodontica di

8.jpg

Chapeau.

:ok:

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io invece non sono riuscita a rivedere il bellissimo "onora il padre e la madre", aspetto che mi passi il magone :(

ieri invece ho visto per la prima volta "fight club": scusate ma a parte la bravura degli attori, gli addominali da urlo di pitt e la bella scena finale secondo voi c'è altro? io non ci ho trovato nulla, a tratti mi sono quasi addormentata...ma forse ero troppo cotta! :)

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scemo & più scemo.

Guardalo, mona. Ma tanto ormai non puoi che odiarlo a prescindere. :(

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inside_llewyn_davis_4.jpg

Uno di quei film che ti fanno tornare la voglia di riprendere in mano la chitarra, sederti sul tuo letto in camera e poi strimpellare a caso per vedere cosa esce, con uno stato d'animo malinconico misto ad un'inspiegabile gratitudine.

Minimal e melanconicamente virato al grigio: sicuramente un bellissimo ritorno dei fratelloni.

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inside_llewyn_davis_4.jpg

Uno di quei film che ti fanno tornare la voglia di riprendere in mano la chitarra, sederti sul tuo letto in camera e poi strimpellare a caso per vedere cosa esce, con uno stato d'animo malinconico misto ad un'inspiegabile gratitudine.

Minimal e melanconicamente virato al grigio: sicuramente un bellissimo ritorno dei fratelloni.

http://www.youtube.com/watch?v=SQyPVBtLXk0

Sono due giorni che la ascolto/canticchio ininterrottamente ( :wub: ) e che mi riguardo tutti i trailer e mi rileggo tutte le interviste possibili immaginabili in attesa di uno streaming. Ho bisogno di rivederlo, anche perché non sono sicurissimo di aver capito il finale

(a me, per dire, la parte in cui tutto si ripete da capo sembrava fosse un sogno che faceva Llewyn, anche perché mentre lui si addormentava a casa dei Gorfein la scena non era ancora del tutto sfumata, e prima di sfumare completamente c'era un brusco cambio di sequenza su di lui che si risvegliava che poteva alludere a una certa dimensione onirica; oppure poteva trattarsi di un semplice flashback in cui venivano spiegati i motivi dietro i fatti iniziali, ma in questo caso non capirei come si riallacci alla storia; e poi lui cosa fa, si arrende e ritorna alla marina mercantile e quel concerto gli serve solo per racimolare i soldi per ri-arruolarsi, o continua a suonare? Insomma, ciò che non capisco è perché tutto abbia dovuto ripetersi nelle esatte circostanze dell'inizio, salvo appunto le modifiche già citate)

Comunque, nel caso non se ne fosse già parlato precedentemente:

http://www.youtube.com/watch?v=2bTbW70umbQ

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il trailer di wes anderson lascia ben sperare!

comunque, sabato ho visto dallas buyers club. gran bel film, poco da aggiungere. molto hollywoodiano per il modo in cui tratta alcuni temi, ma non avevo aspettative diverse.

chapeau a matthew mcconaughey e jared leto, per me se la giocano tutti e due per l'oscar.

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Visto "Nebraska" di Payne.

Particolare escursione nella tragedia/miracolo della quotidianità, narrata secondo i canoni del realismo americano. Secco, essenziale, bianco e nero e contrasti lasciati decriptare allo spettatore. Un po' alla fratelli Coen, un po' De Lillo, con una fotografia davvero ben curata. Consigliato.

Ps Guardatelo in originale se riuscite: non so da voi, ma a Reggio ormai fanno sempre un paio di giorni a settimana con film in lingua e in una piccola città è un evento. Era ora, eh.

Pps La settimana scorsa ho visto per la prima volta "Les enfants du paradis" di Carné. Uno dei 10 film più belli che abbia mai visto_con colpevole ritardo, je sais.

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concordo col buon voyant, nebraska é un film delizioso. payne torna on the road per una storia che richiama per diversi aspetti quel gioellino di sideways. ma se nel vecchio film giamatti e collega vagavano per la meravigliosa valle del vino californiana, qui andiamo a zonzo nella periferia piú deprimente degli stati uniti. un paio di personaggi sono addirittura clamorosi, l'umorismo nero e il ritmo garantiscono diversi momenti di grande ilaritá.

visto che il tempo nel weekend ha fatto cagare, ho deciso di dedicarlo a un grande classico e ad un altro film del mio personale ciclo su p.s.hoffman.

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oltre il giardino é un film che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita. LA commedia degli equivoci, con un p.sellers clamoroso. non so perché ma il giardiniere mi ha ricordato una serie di nuovi onorevoli o meglio, cittadini, che popolano il parlamento italiano :laugh:

6013_f260.jpg

é da qualche giorno che penso che non so se Capote sia la migliore interpretazione di hoffman, sicuramente é quella che l'ha consacrato al grande pubblico. quello che posso consigliarvi, come giustamente fa voyant qui sopra, é di vederlo in lingua originale. la voce di capote é tipo 3/4 del personaggio.

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