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Scassato

Tribuna Politica

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10 hours ago, @li said:

Già... quei non luoghi dove però c’è arte musica e cultura, che non ci sarebbero se mancasse il loro pubblico (fatto anche da lavoratori, si..)

 

ps figo sto smartworking poi... finché il tuo lavoro nn lo passano a uno in Bangladesh che costa la metà all’azienda...

Mah, ai concerti puoi andare anche lavorando in smartworking.

Comunque è il progresso, non si può fermare a detta di molti. Quindi se gli uffici si svuoteranno, con enormi benefici sul traffico e sullo stress correlato, ma falliranno tutti i ristoranti e i centri commerciali che vivono attorno a quegli uffici sarà solo selezione naturale. D'altronde funziona così da sempre: a un certo punto sono fallite tutte le botteghe (quelle sì che erano luoghi di aggregazione) per lasciare posto ai market. Comanda sempre il mercato.

A me non piace, ma ai fan della competitività globalista dovrebbe garbare (non mi riferisco a te ovviamente ma alla classe politica). Non si può esaltare solo quando fa comodo, no? 

Se lo smartworking spaventa non capisco come mai non spaventi la robotica. Quello sì è un disastro sociale assicurato.

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53 minutes ago, echoes said:

Mah, ai concerti puoi andare anche lavorando in smartworking.

parlavo di teatri, cinema, centri culturali etc etc... tutte cose che in provincia non ci sono poche balle... e che se scomparissero sarebbe un'enorme perdita.

comunque certo che la storia fara' il suo corso  e lo seguiremo. Ma secondo me presto le aziende si accorgeranno che a fronte della diminuzione della spesa, gia' evidente ora, avranno in molti settori un calo delle performance. Basta provare a chiamare un call center, cosa gia' quasi improponibile prima, per rendersene conto.

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39 minutes ago, @li said:

parlavo di teatri, cinema, centri culturali etc etc... tutte cose che in provincia non ci sono poche balle... e che se scomparissero sarebbe un'enorme perdita.

comunque certo che la storia fara' il suo corso  e lo seguiremo. Ma secondo me presto le aziende si accorgeranno che a fronte della diminuzione della spesa, gia' evidente ora, avranno in molti settori un calo delle performance. Basta provare a chiamare un call center, cosa gia' quasi improponibile prima, per rendersene conto.

Non vedo perché dovrebbero scomparire a causa dello smart working, mi manca il nesso.

Certamente, infatti il continuo rincorrere il ribasso (a causa della concorrenza sleale attuata dalla delocalizzazione) ha abbassato la qualità e reso il mercato una folle gara verso il baratro del low cost, con conseguenze ambientali e sociali sotto gli occhi di tutti.

È il risultato di non avere più lo stato come regolatore dell'economica: legge della giungla. Mi sorprende solo che a lamentarsene siano quelli che ci sguazzano (parlo degli industriali prima che dei politici).

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42 minutes ago, echoes said:

Non vedo perché dovrebbero scomparire a causa dello smart working, mi manca il nesso.

 

perche' se le citta' dovessero svuotarsi (chi pagherebbe un affitto milanese o londinese se potesse fare lo stesso lavoro da un posto dove costa la meta'?) nessuno o pochi si sposterebbero apposta per partecipare agli eventi culturali (oltre che appunto consumare nei bar o ristoranti cittadini) e senza domanda....

Per ora stiamo parlando di scenari futuribili (ma neanche tanto).

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A me fa sempre ridere sta cosa che l'Italia sia l'unico paese al mondo in cui "lavorare da casa" sia diventato "smart working". Mi sembro uno di quei vecchietti che ripensano ai vecchi tempi, ma gia` siamo cosi` pigri che non ci inventiamo nuove parole per nessuno dei nuovi termini (internet, smart-phone, browser,etc etc) mo ne usiamo pure una che non usano neanche nei paesi in cui quella lingua e` la madrelingua! :lol: In teoria poi se proprio si usa starebbe ad indicare piu` che puoi scegliere dove e QUANDO lavorare, non solo che fai stessi orari e stesse cose di prima solo da casa.

Detto questo, ovviamente dipende da lavoro a lavoro. E da persona a persona. Ci sono lavori che non puoi fare stando a casa tutto il giorno (e non parlo necessariamente del chirurgo) e ci sono lavori in cui andare a lavoro e` una perdita di tempo inutile. CI sono persone (tipo il sottoscritto) che starebbero bene chiuse in una caverna per 100 anni avendo interazioni sociali solo con pipistrelli e stalattiti, e ci sono persone (tipo mia moglie) che piuttosto che non avere interazioni sociali nella vita di tutti i giorni cambierebbero lavoro.

Secondo me il problema e` mal posto: non e` dobbiamo tutti lavorare da casa vs nessuno. E` "se uno puo` e vuole, non c'e` nessun motivo perche` non lo si debba lasciare lavorare da casa". In Italia la mia breve esperienza e` che ci si fidi molto meno dei propri dipendenti, li si vuole controllare a ogni istante etc etc. Ma in realta` basterebbe giudicarli per le performance, piuttosto che per le ore di cartellino timbrato. Gia` 10 anni fa ho avuto la mia prima esperienza lavorativa in Svizzera e mi lasciavano lavorare da casa quando volevo, pur essendo un ventenne appena arrivato. Quello che contava era la produttivita`, che per quel che mi riguarda cresce se posso evitare di passare due ore al giorno a viaggiare.
DOve lavoro ora sono due anni che obbligano (per motivi di spazio) a scegliere ai nuovi assunti almeno un giorno in cui lavorare da casa. Mai visto alcun calo di produttivita`. Se ci fosse, individui il colpevole e gli fai capire che se continua cosi` lo mandi a casa.

Le citta` non credo proprio che moriranno, pieno cosi` di gente che non riesce a vivere lontano dalla citta`, che ha bisogno di vita, cultura, eventi ogni minuto. Quanti giovani sceglierebbero di vivere a Milano piuttosto che Caresanablot solo per quel che la citta` offre, piuttosto che per il lavoro? Poi c'e` anche la questione ricongiungimenti, quanta gente potrebbe vivere assieme senza bisogno di star lontani per zero reali motivi. Se questo portera` a qualche bar in meno in citta` e qualcuno in piu` in campagna, non vedo il problema. Se no mi pare come chi ai tempi diceva stiamo attenti con sti cellulari che chi lavora per la SIP perdera` il posto.

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20 minutes ago, jeppoloman said:

A me fa sempre ridere sta cosa che l'Italia sia l'unico paese al mondo in cui "lavorare da casa" sia diventato "smart working". Mi sembro uno di quei vecchietti che ripensano ai vecchi tempi, ma gia` siamo cosi` pigri che non ci inventiamo nuove parole per nessuno dei nuovi termini (internet, smart-phone, browser,etc etc) mo ne usiamo pure una che non usano neanche nei paesi in cui quella lingua e` la madrelingua! :lol: In teoria poi se proprio si usa starebbe ad indicare piu` che puoi scegliere dove e QUANDO lavorare, non solo che fai stessi orari e stesse cose di prima solo da casa.

Detto questo, ovviamente dipende da lavoro a lavoro. E da persona a persona. Ci sono lavori che non puoi fare stando a casa tutto il giorno (e non parlo necessariamente del chirurgo) e ci sono lavori in cui andare a lavoro e` una perdita di tempo inutile. CI sono persone (tipo il sottoscritto) che starebbero bene chiuse in una caverna per 100 anni avendo interazioni sociali solo con pipistrelli e stalattiti, e ci sono persone (tipo mia moglie) che piuttosto che non avere interazioni sociali nella vita di tutti i giorni cambierebbero lavoro.

Secondo me il problema e` mal posto: non e` dobbiamo tutti lavorare da casa vs nessuno. E` "se uno puo` e vuole, non c'e` nessun motivo perche` non lo si debba lasciare lavorare da casa". In Italia la mia breve esperienza e` che ci si fidi molto meno dei propri dipendenti, li si vuole controllare a ogni istante etc etc. Ma in realta` basterebbe giudicarli per le performance, piuttosto che per le ore di cartellino timbrato. Gia` 10 anni fa ho avuto la mia prima esperienza lavorativa in Svizzera e mi lasciavano lavorare da casa quando volevo, pur essendo un ventenne appena arrivato. Quello che contava era la produttivita`, che per quel che mi riguarda cresce se posso evitare di passare due ore al giorno a viaggiare.
DOve lavoro ora sono due anni che obbligano (per motivi di spazio) a scegliere ai nuovi assunti almeno un giorno in cui lavorare da casa. Mai visto alcun calo di produttivita`. Se ci fosse, individui il colpevole e gli fai capire che se continua cosi` lo mandi a casa.

Le citta` non credo proprio che moriranno, pieno cosi` di gente che non riesce a vivere lontano dalla citta`, che ha bisogno di vita, cultura, eventi ogni minuto. Quanti giovani sceglierebbero di vivere a Milano piuttosto che Caresanablot solo per quel che la citta` offre, piuttosto che per il lavoro? Poi c'e` anche la questione ricongiungimenti, quanta gente potrebbe vivere assieme senza bisogno di star lontani per zero reali motivi. Se questo portera` a qualche bar in meno in citta` e qualcuno in piu` in campagna, non vedo il problema. Se no mi pare come chi ai tempi diceva stiamo attenti con sti cellulari che chi lavora per la SIP perdera` il posto.

 

esattamente la tua stessa esperienza con il lavoro da casa. In Olanda lo smart working (nel senso vero peró, di flessibilitá quasi totale per orari e luogo in cui lavorare) é la norma. quello che mi é stato detto fin dall´inizio fu: se lavori da casa l´importante é che fai quello che devi finire. e lí vivevo in una cittá e lavoravo in un´altra (come fanno un sacco di olandesi), e alla fine ogni giorno mi partivano quasi 3 ore di viaggio. al mio capo interessava appunto solo la mia produttivitá: che lavorassi in pigiama o dal parco, per lei era indifferente. potevo gestire il tempo come preferivo, iniziare o smettere prima, fare pause, vedere un amico per pranzo: l´unica regola era consegnare quello che dovevo alla fine della giornata. é un sistema basato sulla fiducia, ovviamente, ma se uno ha bisogno del cane da guardia per lavorare per me c´é proprio qualcosa che non va. insomma, per me fu una vera svolta: il poter lavorare almeno una volta alla settimana da casa miglioró in maniera esponenziale la qualitá della mia vita e, di riflesso, del mio lavoro. e per fortuna sono riuscito a ritagliarmi questo "diritto" anche nel mio nuovo lavoro qui in Germania, dove non é (era?) universalmente accettato.

Mi dirai, un conto é fare uno - due giorni alla settimana (come faccio ormai da anni), un conto é mantenere la motivazione dopo 3 mesi, come sta succedendo adesso. Ma la mia speranza é che il lavoro in paesi piú tradizionali (come appunto italia e germania) dopo questa crisi diventerá un po´ piú flessibile da questo punto di vista. Sí, ho ancora la speranza che qualcosa di buono verrá fuori da questa situazione. e questo mi sembra proprio un cambiamento facile e ormai accettato quasi da tutti. Per tanta gente andare in ufficio vuol dire "buttare" piú di un´ora al giorno tra traffico, mezzi stra-pieni etc, senza nessun vero motivo se non fare contento il control-freak (dai questo proprio non so come tradurlo in italiano) che ti ritrovi come capo.

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ma si infatti secondo me la soluzione è la via di mezzo tra il "cartellino" e tre mesi in pigiama.
Pero' appunto nn lo si scopre da oggi e nn credo che una situazione di emergenza sia il modo migliore di valutarne vantaggi&svantaggi (nè che tutte le aziende e i lavoratori siano "pronti", sia in senso pratico che teorico).
Provate a fare una telefonata al call center di Alitalia in questo periodo e poi ditemi ;)
Aggiungiamo che l'Italia e' il paese dei falsi invalidi e dei mafiosi che prendono il reddito di cittadinanza e qualche dubbio direi che è lecito averlo.

Per quanto mi riguarda ho bisogno della mia routine e nn mi staccherei mai dalla citta' nemmeno se dovessi restarci solo io :P

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Ma infatti non ho capito per quale motivo la città dovrebbe svuotarsi. Il problema semmai è il fallimento di alcuni modelli urbanistici per comparti mono-funzionali e sarebbe pure auspicabile.

Oltretutto non auspico affatto un "disurbanesimo": più tutti si addensano nelle metropoli e più suolo resta vivibile al di fuori. :laugh:

 

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2 hours ago, jimy84 said:

 

esattamente la tua stessa esperienza con il lavoro da casa. In Olanda lo smart working (nel senso vero peró, di flessibilitá quasi totale per orari e luogo in cui lavorare) é la norma. quello che mi é stato detto fin dall´inizio fu: se lavori da casa l´importante é che fai quello che devi finire. e lí vivevo in una cittá e lavoravo in un´altra (come fanno un sacco di olandesi), e alla fine ogni giorno mi partivano quasi 3 ore di viaggio. al mio capo interessava appunto solo la mia produttivitá: che lavorassi in pigiama o dal parco, per lei era indifferente. potevo gestire il tempo come preferivo, iniziare o smettere prima, fare pause, vedere un amico per pranzo: l´unica regola era consegnare quello che dovevo alla fine della giornata. é un sistema basato sulla fiducia, ovviamente, ma se uno ha bisogno del cane da guardia per lavorare per me c´é proprio qualcosa che non va. insomma, per me fu una vera svolta: il poter lavorare almeno una volta alla settimana da casa miglioró in maniera esponenziale la qualitá della mia vita e, di riflesso, del mio lavoro. e per fortuna sono riuscito a ritagliarmi questo "diritto" anche nel mio nuovo lavoro qui in Germania, dove non é (era?) universalmente accettato.

Mi dirai, un conto é fare uno - due giorni alla settimana (come faccio ormai da anni), un conto é mantenere la motivazione dopo 3 mesi, come sta succedendo adesso. Ma la mia speranza é che il lavoro in paesi piú tradizionali (come appunto italia e germania) dopo questa crisi diventerá un po´ piú flessibile da questo punto di vista. Sí, ho ancora la speranza che qualcosa di buono verrá fuori da questa situazione. e questo mi sembra proprio un cambiamento facile e ormai accettato quasi da tutti. Per tanta gente andare in ufficio vuol dire "buttare" piú di un´ora al giorno tra traffico, mezzi stra-pieni etc, senza nessun vero motivo se non fare contento il control-freak (dai questo proprio non so come tradurlo in italiano) che ti ritrovi come capo.

L'Italia è il medioevo da questo punto di vista e non solo da questo. Imbarazzante.

Sai che qua gli uffici pubblici sono ancora tutti senza personale? Dicono che sono in smart-working in realtà non rispondono alle mail e gli uffici sono bloccati. Il paese dei balocchi.

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3 minutes ago, echoes said:

Sai che qua gli uffici pubblici sono ancora tutti senza personale? Dicono che sono in smart-working in realtà non rispondono alle mail e gli uffici sono bloccati. Il paese dei balocchi.

ecco.... lo possiamo dire che per 4 che in remoto lavorano seriamente ce ne sono 6 che nn fanno una beata sega?

:D

 

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6 minutes ago, @li said:

ecco.... lo possiamo dire che per 4 che in remoto lavorano seriamente ce ne sono 6 che nn fanno una beata sega?

:D

 

Se ti riferisci al settore pubblico alza pure...Ne lavorano forse 2 e gli altri 8 non fanno una mazza. Nel caso di molti uffici sono poi terrorizzati dal prendersi delle responsabilità per iscritto. Quando vai in presenza spesso ti dicono una marea di stronzate perché tanto verba volant, invece scripta manent e quindi col cavolo che si sbilanciano via mail. Sono due mesi che ho scritto ad un tecnico istruttore del mio Comune senza avere alcuna risposta, questo in teoria è in "smart working" in realtà non fa una mazza. Un altro invece mi ha risposto subito ed abbiamo anche avuto un colloquio telefonico, il problema è che sono mosche bianche e non c'è un apparato dirigenziale veramente efficiente e che li faccia trottare. Insomma una volta entrati lì non li schioda più nessuno.

Devo escludere la scuola da questa sagra degli orrori: ho lavorato per una supplenza temporanea in DAD e devo ammettere con onestà che in due scuole su due ho trovato quasi tutti i colleghi molto operosi e addirittura con un surplus di lavoro rispetto alla didattica in presenza.

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Nella mia azienda lo Smart Working è stato sdoganato proprio a causa dell’emergenza Covid, ma viene ancora visto come una gentile concessione...

La questione vera è che chi non lavora in ufficio non lo fa neanche da casa...non è dove lavori che ti fa cambiare il tuo approccio. 

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Just now, OKPC_82 said:

Nella mia azienda lo Smart Working è stato sdoganato proprio a causa dell’emergenza Covid, ma viene ancora visto come una gentile concessione...

La questione vera è che chi non lavora in ufficio non lo fa neanche da casa...non è dove lavori che ti fa cambiare il tuo approccio. 

Certamente ma nel caso del settore pubblico non è così. Semplicemente non ricevendo più le persone non ti si filano proprio via mail. Magari le pratiche le portano avanti ma molto a rilento proprio grazie alla strategia di non filarti minimamente. Una mia zia deve andare in pensione e non riesce ad interloquire con l'INPS, ti rendi conto?

Il paese dei balocchi.

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5 minutes ago, echoes said:

Certamente ma nel caso del settore pubblico non è così. Semplicemente non ricevendo più le persone non ti si filano proprio via mail. Magari le pratiche le portano avanti ma molto a rilento proprio grazie alla strategia di non filarti minimamente. Una mia zia deve andare in pensione e non riesce ad interloquire con l'INPS, ti rendi conto?

Il paese dei balocchi.

Guarda io settimana scorsa sono stata una giornata intera al telefono col Call Center Alitalia.... perche la tipa aveva sbagliato a digitare il nome di un passeggero... una volta mi rispondeva una da Bolzano, una volta da Catania e l'unica che poteva fare qualcosa era in Calabria.
Perche normalmente esiste un responsabile che sblocca le pratiche inoltrate da altri uffici ma ora no. E nn ti richiamano perche le telefonate devono pagarsele loro.
Ditemi voi per quanto puo' funzionare una roba del genere.

Gli han detto state a casa e arrangiatevi con quello che avete e come potete. E questo credo che valga per la maggioranza delle persone. Le eccezioni sono le aziende che erano gia' pronte. Se vogliamo parlare di smartworking facciamolo seriamente dai....

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1 minute ago, @li said:

Guarda io settimana scorsa sono stata una giornata intera al telefono col Call Center Alitalia.... perche la tipa aveva sbagliato a digitare il nome di un passeggero... una volta mi rispondeva una da Bolzano, una volta da Catania e l'unica che poteva fare qualcosa era in Calabria.
Perche normalmente esiste un responsabile che sblocca le pratiche inoltrate da altri uffici ma ora no. E nn ti richiamano perche le telefonate devono pagarsele loro.
Ditemi voi per quanto puo' funzionare una roba del genere.

Gli han detto state a casa e arrangiatevi con quello che avete e come potete. E questo credo che valga per la maggioranza delle persone. Le eccezioni sono le aziende che erano gia' pronte. Se vogliamo parlare di smartworking facciamolo seriamente dai....

Totalmente d'accordo. Ora sembra sia la panacea di tutti mali ma da "smartworking" a "stupidworking" il passo è breve, in Italia direi addirittura inesistente.

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2 hours ago, jimy84 said:

il control-freak (dai questo proprio non so come tradurlo in italiano) che ti ritrovi come capo.

in italiano si traduce letteralmente  "maniaco del controllo" in senso stretto, oppure con licenza poetica in senso lato "quella testa di minchia che non capisce un cazzo e deve solo rompone i coglioni a oltranza per farmi perdere tempo" (scusate il turpiloquio)

A me non piace lavorare sempre da casa, perche' mi distraggono facilmente le cose che preferisco al lavoro. 
Pero' e' anche vero che godo di una certa flessibilita' e non perdo 3 ore al giorno sui mezzi a/r dall'ufficio.

Comunque ovvio che il lavorare da casa di molti in questa situazione di emergenza (vedi esempio dei call centre Alitalia di @li) tutto e' tranne che smart. E' una risposta ad un'emergenza, ma non sono organizzati e strutturati per lavorare in questo modo.

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Scusate ma da dipendente pubblica mi sento sempre chiamata in causa quando partono i discorsi sul fancazzismo della categoria. Non è che voglia dire che il fenomeno non esiste, la mancanza di meritocrazia e di sanzioni purtroppo sono problemi ancora attuali, ma c'è comunque un sacco di gente che si impegna a fare bene il proprio lavoro cercando di tappare anche i buchi lasciati dai fancazzisti di cui sopra. E con lo smart working, che nel pubblico chiamano lavoro agile, la contrapposizione tra le due categorie è diventata ancora più evidente, con dipendenti che a malapena si sforzano di accendere il computer e altri che lavorano anche oltre l'orario o nei giorni di ferie per rispettare le scadenze.
Ovviamente fra gli uni e gli altri non c'è nessuna differenza in termini di stipendio o di progressioni di carriera, quindi lo si fa più che altro per attitudine individuale, ma almeno in base alla realtà che vedo io mi sembra che la situazione stia migliorando via via che la vecchia guardia va in pensione, non siamo certo solo 2 su 10 come dice echoes.
Comunque qua eravamo completamente impreparati per l'attivazione dello smart working e ci sono volute settimane prima che i sistemi informatici funzionassero decentemente. I dirigenti continuano a vederlo come una gentile concessione che sarà ritirata appena possibile, penso che qualcosa nel lungo periodo cambierà ma per ora prevale l'idea che lavorare da casa = non fare una mazza, ed è un peccato perché si perde l'opportunità di una vera flessibilità in nome di un presunto controllo

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19 hours ago, modifiedbear said:

L'unica cosa che mi gasa dell'ondata di riunioni online è il mio nuovo outfit camicia-mutanda da videoconferenza

:clapclap:

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@@li

Pacco Feltrinelli spedito con GLS mai arrivato al destinatario .

Call center Feltrinelli: fuori uso

Call center GLS: fuori uso

Call center automatico GLS: digiti il codice e non va avanti/non funziona

 

In sostanza ho pagato un pacco, non si sa che fine ha fatto né ho modo di capirlo visto che si sono pappati i soldi e ora sono irrintracciabili.

W lo smartworking.

 

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Devo dire che differentemente dai dipendenti pubblici come @Beat (si scherza eh :P) sia Feltrinelli che GLS hanno immediatamente risposto alle mie mail. Qualcuno del palazzo del destinatario si è battuto il pacco, incredibile. Addirittura c'è una falsa firma apposta sulla ricevuta. 

 

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5 hours ago, echoes said:

Devo dire che differentemente dai dipendenti pubblici come @Beat (si scherza eh :P) sia Feltrinelli che GLS hanno immediatamente risposto alle mie mail. Qualcuno del palazzo del destinatario si è battuto il pacco, incredibile. Addirittura c'è una falsa firma apposta sulla ricevuta. 

 

Forse qualcuno che faceva Smart Working. :prego:

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