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Attacco armato a Charlie Hebdo

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Se non si capisce la satira, se la si percepisce come odio, prima o poi queste cose accadono. Il fatto che siano islamici per me pesa esattamente come il fatto che erano vestiti di nero, cioè zero; quante volte si sentono persone gridare vendetta per articoli o vignette che vengono definiti irrispettosi (ma non sono altro che satirici) anche alle nostre latitudini, anche da parte di cattolici, o persone di sinistra? Se non si capisce questo, non si va avanti: la satira non è odio, è critica. È un modo di farti vedere le cose diverso dal tuo, e nel modo più brusco possibile, per costringerti al ragionare con altri punti di vista.

Questo attentato avrebbe potuto farlo chiunque, non dimentichiamoci di gente come Breivik.

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Questo attentato avrebbe potuto farlo chiunque, non dimentichiamoci di gente come Breivik.

E proprio questa è la cosa che mi lascia senza parole: il fatto che "tutti" (intesi come il mio spaccato di timelines di social network, colleghi di lavoro et similia) abbiano dimenticato Breivik, e siano pronti a puntare genericamente il dito sull'Islam, a "sparare nel mucchio".

La prima cosa che mi viene in mente, personalmente, è che è inquietante l'influsso negativo che ancora oggi, nel 2015, le religioni abbiano sulla nostra vita, intesa come società. Quando si parla di arretratezza culturale del mondo islamico si percorre una china pericolosa: per me è "arretratezza culturale" anche il fatto che i ginecologi, in Italia, possano dichiararsi "obiettori di coscienza" e rifiutarsi di praticare interruzioni di gravidanza che la legge permette di fare. Siamo tutti molto indietro culturalmente, e un attentato come quello di stamattina non farà, purtroppo, che gettare benzina sul fuoco del primordiale "sangue chiama sangue". :(

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Ma di che state parlando?

Breivik era un pazzo isolato, una personalità semi-schizoide innestata in un corpo iper-conservatore. Totalmente agli antipodi della cultura musulmana.

Quello di oggi invece è un altro gesto dimostrativo (in aggiunta al periodo tagliagole degli scorsi mesi) che vuol ribadire l'ascesa del Terrore sul territorio occidentale.

Sul fatto che chiunque possa entrare in una sede di un giornale e giustiziare tutta una redazione, siamo d'accordo; ma bisogna ben distinguere il fanatismo di un singolo rispetto al modus pensandi e operandi di una consistente fetta del mondo arabo.

Quando si dissoceranno, dal gesto di oggi, i cosiddetti musulmani moderati? Stiamo alla finestra (campa cavallo che l'Isis cresce).

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Ma di che state parlando?

Breivik era un pazzo isolato, una personalità semi-schizoide innestata in un corpo iper-conservatore. Totalmente agli antipodi della cultura musulmana.

Quello di oggi invece è un altro gesto dimostrativo (in aggiunta al periodo tagliagole degli scorsi mesi) che vuol ribadire l'ascesa del Terrore sul territorio occidentale.

Sul fatto che chiunque possa entrare in una sede di un giornale e giustiziare tutta una redazione, siamo d'accordo; ma bisogna ben distinguere il fanatismo di un singolo rispetto al modus pensandi e operandi di una consistente fetta del mondo arabo.

Quando si dissoceranno, dal gesto di oggi, i cosiddetti musulmani moderati? Stiamo alla finestra (campa cavallo che l'Isis cresce).

Consistente fetta?! Per un migliaio di pazzi (armati da qualche miliardario) su un miliardo e seicento milioni di musulmani nel mondo?! E pretendi pure che si dissocino, come se uno di Aosta facesse una strage e tu, in quanto italiano, dovessi dissociarti! (E non mi tirare in mezzo la storia che il Corano incita alla violenza, per favore.)

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http://tvmag.lefigaro.fr/le-scan-tele/actu-tele/2015/01/07/28001-20150107ARTFIG00261--charlie-hebdo-mathieu-madenian-apprend-en-direct-la-mort-de-charb-et-cabu.php#xtor=AL-155-

Sottoscrivo quello che dicono in questa trasmissione: Resistere, unità nazionale, difendere i valori della repubblica francese e continuare, continuare più che mai con la satira e la straordinaria difesa della laicità che rappresenta Charlie Hebdo. E la stampa, che è "il termometro della libertà d'espressione di un Paese", non è la stessa cosa di Facebook o Twitter o gli altri social network.

Alcuni dei problemi più difficili da affrontare sono che, con ogni probabilità, questi sono francesi, quindi chi vai a bombardare? Tutta la banlieue nord? Tutti e 4 i milioni di francesi che ci abitano? Che pagano le tasse?

Il secondo tremendo problema è che se davvero fossero francesi, risulta di nuovo evidente che il sistema di integrazione francese (che non guarda a dove sei nato, che nazionalità hai, come ti chiami, di che colore hai la pelle, chi era tuo padre, tuo nonno, che religione professi o che lavoro fai, ossia il più aperto e inclusivo possibile) non riesce ad assorbire ampi strati della popolazione, non solo immigrati, ma gente di seconda e terza generazione che l'arabo magari manco lo parla. Andava bene per gli italiani, per gli spagnoli, i portoghesi, per buona parte degli algerini...ma ora non funziona più come prima.

È un problema di politica nazionale per la Francia, ma che tocca tutto l'Occidente ovviamente e che i vari Le Pen, etc (Salvini non lo metto all'altezza della Le Pen) sguazzano, anzi: questa roba è capace di dargli un 5% in più in un giorno.

Quello che è successo oggi obbliga a riflettere su chi sono i francesi, sui risvolti della globalizzazione delle informazioni, degli spostamenti e delle identità...

Il problema è che non è chiudendosi che si supera tutto questo, perché chi ha fatto questo non rivendica un Paese, una casa, un bottino...chi fa questo lo ha fatto CONTRO un modello di vita, contro un blocco di pensiero laico e sociale, contro l'inclusione, contro chi mette in discussione le fondamenta non scientifiche e non laiche dei sistemi di pensiero e delle culture. Contro LE culturE. Ed è un problema che è anche dentro alla nostra società, che non si può allontanare o spingere fuori.

Non so, io qui vedo un ENORME problema di adesione a una cultura, che è figlia di una miriade di differenze (religiose, culturali, storiche, economiche, sociali, abitative, valoriali, familiari, lavorative, coloniali...) che viene da ben più lontano della caduta del Muro e che una certa distanza (spaziale, informatica, di comunicazione ed economica) prima non aveva mai fatto collidere.

La religione è parte di tutto questo, non è IL motivo, ma è una delle componenti. Stiamo, in un certo senso, pagando il nostro passato coloniale, ma anche il fatto che un AK47 e un volo per Parigi costi meno di una bistecca in certe parti del mondo.

A me verrebbe semplice dire "aboliamo la religione", ma non funzionano così le cose...perché l'identità e la storia di 400 milioni di persone su questa terra è indissolubile da questa religione, ad esempio. Se l'Europa o la Cina non sono così è per la loro storia, non per una decisione politica o perché hanno chiuso le loro frontiere a certa gente o a certi Paesi.

PS Tommaso, per molti di questi musulmani, noi siamo quelli che davano i fucili ai loro nemici, che portavamo loro via le terre, che abbiamo fatto soldi con le loro risorse, che li abbiamo messi a vivere in Stati che non esistono (Siria, Iraq e Libia in primis), siamo quelli che vogliono distruggere loro e la loro cultura. Io avevo un sacco di fiducia nella Turchia, ma guarda cosa ha fatto Erdogan in 10 anni...ha quasi mandato a puttane 100 anni di laicità di stato. (Se vai a Istanbul o in Giordania o in Libano non ti senti così lontano da casa, eh).

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E sì, perché il resto del miliardo e rotti di musulmani si distingue COMUNQUE per un alto grado di civiltà. :prego:

Minchia, pensavo che senza Lacatus o Clak stronzate del genere non dovevo sentirle. Evidentemente mi sbagliavo.

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Questo attentato avrebbe potuto farlo chiunque, non dimentichiamoci di gente come Breivik.

Non sono d'accordo per niente. Breivik è da accostare a quella marmaglia di studenti X che fanno a fare razzia nei vari college americani, non c'entra nulla con un odio ben strutturato e complesso come quello proveniente dal mondo islamico, affrontato per anni in maniera più che sbagliata fino alle conseguenze di oggi.

Questo tipo di azioni sono figlie di un fascismo, di una negazione dell'umanità; un'invasione nella vita altrui col superamento della linea della "rappresaglia contro il peso occidentale nella nostra terra". Anche nella lotta al fascismo e al nazismo sono morti civili, innocenti, "moderati" (un fascista moderato è sempre un fascista). Perché i mentecatti e gli ignoranti i nostri tweet e hashtag li usano per pulirsi il culetto.

(E non sto dicendo che avremmo dovuto bombardarli da prima o che sono tutti delle merde. Sto dicendo che la real politik, soprattutto quella del 3° millennio, non funziona. E' ora di una risposta politica seria, non certo dei salvini, ma manco degli Obama.)

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Demos, mi limito a risponderti solo con un passo, probabilmente a te caro vista la tua accaldata reazione.

« Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande ».

Corano-Wikipedia, eh.

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PS Tommaso, per molti di questi musulmani, noi siamo quelli che davano i fucili ai loro nemici, che portavamo loro via le terre, che abbiamo fatto soldi con le loro risorse, che li abbiamo messi a vivere in Stati che non esistono (Siria, Iraq e Libia in primis), siamo quelli che vogliono distruggere loro e la loro cultura. Io avevo un sacco di fiducia nella Turchia, ma guarda cosa ha fatto Erdogan in 10 anni...ha quasi mandato a puttane 100 anni di laicità di stato. (Se vai a Istanbul o in Giordania o in Libano non ti senti così lontano da casa, eh).

Il problema è che si tenta di minare alla base la voce del dissenso, della satira, del "pensarla diversamente". Perché sempre i giornalisti? E perché non quelli che "li hanno mandati a vivere in stati che non esistono", per citarti?

L'informazione libera deve essere sradicata alle fondamenta, e questo la dice lunghissima.

Poi, ragazzi, rilassiamoci un attimo eh: leggo anche di gente che adesso se ne esce con "Non bisogna prendere per il culo chi non sta allo scherzo"...FOLLIA pura.

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A che gioco vogliamo giocare, Tom? La Bibbia è piena di passi sullo stupro, anche consentito da Dio, ma questo non fa di chi la legge un potenziale stupratore, almeno non più di qualsiasi altra persona al mondo.

Poi su quello che hai detto a Voyant sono d'accordo con te. Ma davvero vogliamo fare di tutto l'Islam un fascio?

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Io posso riportare i commenti a caldo dei miei colleghi parigini.

Mentre c'è stato l'attentato stavamo parlando via Skype (lo abbiamo appreso in pochi minuti leggendo le notizie, non dal trambusto creatosi perché l'ufficio è molto distante dal luogo dell'accaduto) ovviamente per loro è stato un duro colpo e devo dire anche paura per un attimo. Ancora adesso per strada fra la gente c'è choc

Il profondo nazionalismo francese spinge alla libertà di parola e di stampa, ma a caldo la reazione di alcuni, fra cui il mio capo, è stata "non avrebbero dovuto esagerare così tanto con la satira"

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"non avrebbero dovuto esagerare così tanto con la satira"

"Ferisce più la parola del kalashnikov".

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Perché, notoriamente, i quotidiani arabi ci vanno giù leggeri con la satira contro Israele, Stati Uniti e mondo occidentale...

Demos, ovvio che non faccio di tutta l'erba un fascio, dico solo che forse si sta perdendo un po' di vista il problema di fondo: c'è una componente di schegge impazzite che sta cercando di "segnalare" qualcosa, anche all'interno del mondo musulmano moderato.

Il problema è: come recepiscono tutto ciò le frange civili di una cultura a noi così lontana?

Il nocciolo sta qui, e non è il discorso di "quattro pazzi per i fatti loro, chi se li caga", perché quegli stessi quattro pazzi non stanno rubando galline, stanno tentando di imporre una visione della vita e della civiltà che è pura barbarie.

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è ora di rimettere i crocifissi pure nei cessi pubblici.

quelli sono i vampiri

Demos, ovvio che non faccio di tutta l'erba un fascio, dico solo che forse si sta perdendo un po' di vista il problema di fondo: c'è una componente di schegge impazzite che sta cercando di "segnalare" qualcosa, anche all'interno del mondo musulmano moderato.

Il problema è: come recepiscono tutto ciò le frange civili di una cultura a noi così lontana?

Il nocciolo sta qui, e non è il discorso di "quattro pazzi per i fatti loro, chi se li caga", perché quegli stessi quattro pazzi non stanno rubando galline, stanno tentando di imporre una visione della vita e della civiltà che è pura barbarie.

Per quanto ne so io (amici musulmani, cioè) la cosa viene condannata senza appello... poi che non si facciano vive frange civili dei paesi a maggioranza musulmana è un problema relativo a quello che ci passano per notizie. Se putacaso l'Indonesia (paese appunto a maggioranza islamica) avesse diramato un messaggio di condanna al riguardo, io credo che comunque non lo sapremmo. Poi più che contento di essere smentito.

EDIT: su prima, io rispondo bruscamente perché giudizi così netti fanno male al sentire comune, e sono alla base del fondamentalismo opposto:

ie3uyp.png

Tornando alla questione satira, copertina di qualche tempo fa del Charlie Hebdo:

B6wXk5WCQAE3FzF.jpg

("Lampedusa: Il Mediterraneo applica il programma del Front National", metteteci Lega se preferite :laugh:)

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Vi prego, quando la finirete di citare Twitter sarà troppo tardi, voglio credere che non siete così rincoglioniti. :lol:

Non è un campione attendibile, figurati poi se i miei amici musulmani o i tuoi sono una statistica. C'è purtroppo una realtà di figure poco chiare all'interno del complesso mondo islamico all'interno dei paesi occidentali per i quali l'ambiguità è il pane quotidiano.

Non è questione di gomblotto mediatico perché non veniamo a sapere che il primo ministro Indonesiano (che poi bell'esempio di merda, basta vedere The Act of Killing e capire che le prese di posizione di quel paese valgono meno di niente) condanna l'attentato in una capitale europea, ma di quegli avamposti della cultura islamica in occidente, che troppe volte si nascondono. Ci vuole la collaborazione, anche perché così si dà adito agli estremisti vari.

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io ero nel métro quando è successo. la reazione della gente che mi stava intorno, man mano che cominciava a circolare la notizia, è stata "in effetti al charlie son piuttosto violenti". del tipo "ve lo meritate". shock.

comunque 10 minuti dopo non ho trovato un charlie neppure a pagarlo milioni.

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è ora di rimettere i crocifissi pure nei cessi pubblici.

E di ghettizzare gli atei, me in primis.

(Ironizzo eh, non hai tutti i torti, purtroppo)

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Vi prego, quando la finirete di citare Twitter sarà troppo tardi, voglio credere che non siete così rincoglioniti. :lol:

Non è un campione attendibile, figurati poi se i miei amici musulmani o i tuoi sono una statistica. C'è purtroppo una realtà di figure poco chiare all'interno del complesso mondo islamico all'interno dei paesi occidentali per i quali l'ambiguità è il pane quotidiano.

Non è questione di gomblotto mediatico perché non veniamo a sapere che il primo ministro Indonesiano (che poi bell'esempio di merda, basta vedere The Act of Killing e capire che le prese di posizione di quel paese valgono meno di niente) condanna l'attentato in una capitale europea, ma di quegli avamposti della cultura islamica in occidente, che troppe volte si nascondono. Ci vuole la collaborazione, anche perché così si dà adito agli estremisti vari.

Tanto coglione ti sembro vins? Per capire.

Io sto discutendo, se porto esempi non vuol dire che siano universali, mi sembra che in una discussione questo vada da sé.

Per quanto riguarda the act of killing non l'ho visto, ma se giudichiamo gli esempi che faccio fate vobis.

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Tanto coglione ti sembro vins? Per capire.

Io sto discutendo, se porto esempi non vuol dire che siano universali, mi sembra che in una discussione questo vada da sé.

Per quanto riguarda the act of killing non l'ho visto, ma se giudichiamo gli esempi che faccio fate vobis.

L'essere rincogloniti/rincretiniti dal peso reale che può avere un mezzo social, nel merito Twitter, è diverso dall'essere dei coglioni, cosa che non ho mai pensato e non penso.

Purtroppo c'è un problema, creato anche dalla nostra classe politica (intendo nell'occidente) e questo problema ha bisogno di soluzioni serie. Nessuna stronzata alla LePen, ma un'analisi delle problematiche e una presa di coscienza seria del mondo islamico che vive e si è integrato nel tessuto sociale. Questa integrazione non può e non deve fermarsi alle tasse, al lavoro e via dicendo. Deve essere presa di coscienza di un luogo in cui la libertà è di tutti, e alcune figure non si sono esposte come avrebbero dovuto contro chi intacca non solo la libertà di chi ha una cultura diversa, ma in primis la propria.

A questo punto mi chiedo: perché?

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Purtroppo c'è un problema, creato anche dalla nostra classe politica (intendo nell'occidente) e questo problema ha bisogno di soluzioni serie. Nessuna stronzata alla LePen, ma un'analisi delle problematiche e una presa di coscienza seria del mondo islamico che vive e si è integrato nel tessuto sociale. Questa integrazione non può e non deve fermarsi alle tasse, al lavoro e via dicendo. Deve essere presa di coscienza di un luogo in cui la libertà è di tutti, e alcune figure non si sono esposte come avrebbero dovuto contro chi intacca non solo la libertà di chi ha una cultura diversa, ma in primis la propria.

Ok.

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