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modifiedbear

Dei sintetizzatori modulari

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1 hour ago, modifiedbear said:

Comunque, per un contributo più consistente al topic:
 

M'Bondo, estratto dall'album Timon Irnok Manta (2012).

(Da metà brano lo sballo, e come mi aspetto che sia IRA).

Sarà che ho esagerato col vinello, ma sto viaggiando...

Comunque anch'io mi aspetto di sentire roba del genere in Ira

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1 hour ago, Lacatus said:

Sarà che ho esagerato col vinello, ma sto viaggiando...

Già, fuori di testa il Robert.
Il mio programma per le prossime due ore è quello di svaccarmi a letto per un trip-pennichella con uno dei suoi primi dischi, The Psychic Nature Of Being, editato sotto lo pseudonimo Lichens una ventina d'anni fa. Tre tracce (Kirlian Auras, Shoreline Scoring e gran finale di You Are Excrement, You Can Turn Yourself Into Gold) registrate senza alcun editing supplementare, solo chitarra, voce, effetti.
Linko il disco completo anche se con i modulari non c'entra un cazzo: https://www.youtube.com/watch?v=KsZLvbajI28
Abbastanza pauroso.

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Non so se è molto in topic, ma Moog ha cacciato fuori questa bella bestiola che ha presentato mettendola nelle mani della Ciani:
 


Trattasi del Subharmonicon, un semi modulare poliritmico con potenzialità infinite, che si aggiunge alla schiera delle varie "madri" made in moog.
Una vera bestia, basta guardare i video online per fantasticare sulle potenzialità che offre.

Se vi avanzano 800 euri...

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Avevo visto e avevo pensato pure io di postarlo l'altro giorno :P

Bella performance, ma sono personalmente per nulla fan dei semi-modulari Moog, fatta eccezione di Grandmother e Matriarch, sia per via dei filtri che del formato non-eurorack che della parte sequencing troppo classica. Nulla a che spartire con altri modulari à la Mutable Instruments o MN, con i quali sto bucando il mio conto in banca :pirata:
Qualsiasi 0-Coast basicissimo + 0-ctrl batte qualsiasi semi-modulare moog 100 a 0.

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30 minutes ago, modifiedbear said:

Qualsiasi 0-Coast basicissimo + 0-ctrl batte qualsiasi semi-modulare moog 100 a 0.

 :matusipazz:

Mi pare un'affermazione azzardata!
Non la butterei sul meglio o peggio (e soprattutto non su cento o zero), penso sia più questione di gusti e di metodo, nonché di timbrica caratteristica. Io ad esempio sono un grande fan del sound ciccione di moog, e apprezzo anche la configurazione "ibrida" di questi semi modulari in particolare (dfam, mother 32, ecc.).
Con ciò non disdegno make noise eh, né i folli che perdono la testa tra manopole e minijack. Sono approcci diversi, e questo si colloca un po' a metà.

La performance della ciani credo che in realtà non renda giustizia al mezzo, altri video-demo più umili offrono una panoramica più vasta delle timbriche. Ma la nota davvero interessante per me sta nelle possibilità poliritmiche, adattabili a un numero straordinario di generi.

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Ripeto, questo genere di sequencer è preistoria :P dai un'occhiata ai vari Maths e generatori di funzioni che proliferano nel mondo eurorack. Se voglio un suono classicone moog mi piglio un minimoog o un sub37, per come la vedo io.

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scatto con macchine fotografiche degli anni 40, piano a parlar male della preistoria :rolleyes:

(in generale non appoggio nessun discorso meglio/peggio, antico/alla moda, applicato a mezzi tecnologici che non siano un iPhone)

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Ma per l'appunto, macchine fotografiche anni 40 = minimoog model D.
Se voglio un suono classico, rimango sulle macchine classiche. Se voglio divertirmi e sperimentare un po' di più con la mattanza contemporanea, mi oriento su macchine del tutto nuove (e non sulla re-edizione di un circuito vetusto aka minestra riscaldata in chiave "adattiamoci alle mode del momento“ – dai nuovi orrendi MPC "touch" – J Dilla sta implodendo nella propria tomba – alla Moog che cerca di cavalcare l'onda dell'esplosione dell'eurorack e dei semi-modulari con la solita circuiteria di 90 anni fa, stavolta Made in China e con l'aggiunta di un sequencer da due soldi).
Viva i synth classici, viva i synth fuori di testa d'oggi! Ibridi che esistono solo per arraffarsi una fetta di mercato, no grazie.

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bho trovo troppo limitante dover decidere tra bianco o nero, quando si può gioire dell'infinità possibilità delle sfumature.

I semi modulari possono fare da "ponte" e adattarsi a diverse configurazioni (e metodi di composizione), possono essere autosufficienti con la sola parte sequencer (per chi non vuole perder tempo in mille moduli o cavetterie, troppo spesso fuorvianti per il risultato), ma può anche aprirsi al delirio con le varie patch. E tutto ciò con l'inimitabile sound moog misurabile in scala mercalli.
Il minimoog è troppo più impegnativo, costa e pesa quattro volte tanto (a differenza della mia macchinetta anni '40 che costa un decimo del suo analogo digitale :lol:).

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