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un libro....ogni tanto


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21 minutes ago, Beat said:

Furore di Steinbeck, molto bello

Embé! Capolavoro!

Ti consiglio pure L'Inverno del nostro scontento.

 

 

Ma quali sono i vostri 5 libri preferiti?

I miei, più o meno:

 

L'Idiota di Dostoevskij

Memorie di un cacciatore di Turgenev      (libro che potrebbe impreziosire il già buono spirito del nostro @Lacatus)

Il Processo di Kafka

Cent'anni di solitudine di Marquez  

Il Maestro e Margherita di Bulgakov

 

bonus track

L'ISOLA DEL TESORO:prego:

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Tra le mie letture preferite in assoluto di tutti i tempi (forse ne devo far entrare più di 5):

 

- I Miserabili (Hugo) - LA Bibbia per eccellenza. Hugo genio straordinario. Un primato senza eguali.

- I versi satanici (Rushdie), capolavoro assoluto, da estasi.

- Purity (Franzen), probabilmente il mio romanzo americano prediletto per i secoli dei secoli a venire. Franzen genio contemporaneo indiscusso.

- Underworld (Don De Lillo), altro pilastro del romanzo americano contemporaneo, un colpo al cuore. Grandissima passione.

- L’ultimo testamento della Sacra Bibbia (Frey), Frey pazzo scatenato, fuori controllo. Pelle d’oca dall’inizio alla fine.

- Bartleby lo scrivano (Melville), per fare le pippe pure a Beckett. L’assurdo ed il tragico per eccellenza.

- La casa del sonno (Coe), meraviglia pura, da divorare. Disarmante.

 

BONUS
Tra le letture più belle degli ultimi anni, che consiglierei di recuperare a chiunque oltre ad i titoli menzionati sopra:

La vita davanti a sé + La promessa dell’alba (R. Gary)
Qualsiasi cosa della Nothomb
Tutta la Fred Vargas
Disobbedienza (Naomi Alderman)
Una cosa da nulla (Haddon)
Buongiorno Los Angeles (Frey)
Qualsiasi altra cosa di Franzen eccetto i saggi
Chi ha ucciso mio padre (E. Louis)
Settanta acrilico trenta lana (V. di Grado)
Il racconto dell’isola sconosciuta (Saramago)
Lo straniero (Camus)
Norwegian Wood (Murakami)
Il commesso (Malamud)
 

Sempre di fianco al letto da due o tre anni, le Lettere morali a Lucilio (Seneca) - edizione con prologo eccezionale di Foucault, - per affrontare i momenti più neri.

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  • 4 weeks later...
On 11/19/2019 at 2:56 PM, Wanderer said:

Consiglio agli appassionati di musica il libro di Alex Ross, "Il resto è rumore", saggio sulla musica del XX secolo, da Strauss a Cage.

Interessante e per nulla pesante.

comprato qualche anno fa, su consiglio del siculo @pandroid. libro fenomenale, concordo con te. va letto e ascoltato - o meglio, mentre si legge è fondamentale ascoltare i pezzi che Ross descrive. 

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  • 3 weeks later...
  • 1 month later...
On 1/19/2020 at 7:52 AM, Thomyorke said:

Norvegian wood divorato in 3 giorni. Che libro! Era da un pezzo che un romanzo non mi prendeva così. Malinconia a livelli altissimi. 

Ne ho un bel ricordo anche io, anche se forse tra quelli di Murakami è uno dei meno caratteristici :)

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On 1/19/2020 at 7:52 AM, Thomyorke said:

Norvegian wood divorato in 3 giorni. Che libro! Era da un pezzo che un romanzo non mi prendeva così. Malinconia a livelli altissimi. 

Ne ho un bel ricordo anche io, anche se forse tra quelli di Murakami è tra i meno caratteristici :)

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  • 1 month later...

"In quei venticinque anni, a Sarajevo per due volte infierì la peste ed una volta il colera. In questi casi la cittadina si atteneva alle istruzioni che lo stesso Maometto, secondo la tradizione, impartì ai suoi fedeli, affinché sapessero come comportarsi quando c'era un'epidemia: "Finché in un posto c'è la malattia, non andate là, perché potreste contagiarvi, e se vi trovate nel posto in cui c'è il male, non lasciate questo posto, perché potreste contagiare gli altri".

Ma, poiché gli uomini non osservano neppure le istruzioni più salutari, neanche quando provengono dall'inviato di Dio, se non sono costretti a farlo per la forza dell'autorità, le autorità limitavano o interrompevano del tutto il movimento dei viaggiatori e quello postale ogni volta che c'era in giro la mòria.

Allora la vita sul ponte mutava in ogni aspetto. Sparivano i cittadini, sia quelli occupati che gli sfaccendati, quelli pensierosi cosi come quelli che passavano il tempo cantando, e sul sofà vuoto si insediava di nuovo un corpo di guardia composto di alcuni gendarmi, come al tempo dei disordini e delle guerre. I gendarmi fermavano i viaggiatori che venivano da Sarajevo e li respingevano agitando i fucili e lanciando alte grida. Alla porta ardevano piccoli fuochi di legno odoroso che spargevano abbondante fumo bianco. I gendarmi afferravano le tenaglie e passavano ogni lettera della posta in quel fumo; la posta veniva cosi inoltrata. Gli oggetti non si accettavano affatto.

Ogni giorno capitavano alcune persone, viaggiatori, mercanti, corrieri, vagabondi. Fin dall'ingresso sul ponte li riceveva un gendarme che, già da lontano, faceva segno che non era possibile proseguire oltre. Il viaggiatore si fermava, e cominciava a discutere del suo caso. E ognuno riteneva che fosse assolutamente necessario che lo lasciassero entrare in città, ognuno assicurava di essere sano come un pesce. A questo punto, entravano nella discussione altri gendarmi e, poiché parlavano a qualche passo di distanza, tutti gridavano ed agitavano le mani.
Gridavano, non fosse altro per il fatto che, stando seduti alla porta, i gendarmi sbevucchiavano rakija tutto il giorno e mangiavano aglio bianco, poiché si riteneva che entrambe queste cose fossero utili contro il contagio.

Molti viaggiatori, allora, si stancavano di sollecitare con preghiere il permesso di transito e cosi se ne tornavano avviliti per la via che passa lungo Okolista. Ma c'erano anche i tenaci e gli attaccabrighe, i quali stavano vicino alla porta ore intere, attendendo furtivamente un minuto di debolezza o di disattenzione, oppure sperando in un occasione folle e fortunata.

[...]

Se c'erano, soli i gendarmi più giovani, si poteva ancora sperare qualcosa. Quanto più a lungo il viaggiatore restava sul ponte, strillando, litigando, conversando ed esponendo la sua sventura, quella per la quale si era messo in viaggio, e tutte le sventure della sua vita, tanto più diveniva loro vicino e conosciuto e tanto meno somigliava ad uno che potesse avere il colera.
Alla fine, qualcuno dei gendarmi acconsentiva a far pervenire in città il messaggio del viaggiatore. Era questo il primo grado di accondiscendenza.
Ma il viaggiatore sapeva che con il messaggio la questione non si risolveva, perché i soldati, ubriachi dalla cura di rakija, ricordavano con difficoltà e spesso riferivano l'opposto di quello che veniva loro detto.

Pertanto prolungavano la conversazione, pregavano, corrompevano, scongiuravano in nome di Dio.
Allora la faccenda in qualche modo si risolveva. Il milite misericordioso volgeva la faccia verso l'alto muro, come per leggervi l'iscrizione,antica, e metteva le mani dietro la schiena tendendo il palmo della destra.
Il viaggiatore gli metteva in mano il denaro convenuto, si guardava a destra e a manca con aria furtiva, guizzava attraverso l'altra metà del ponte e si perdeva nella cittadina. Il gendarme allora tornava al suo posto, mangiando aglio e innaffiandolo con la rakija. Ciò lo riempiva di una certa tranquilla ed allegra determinazione, dandogli le forze necessarie per vigilare e difendere la città.

Ma le miserie non durano in eterno - in questo sono simili alle gioie - trascorrono o almeno si trasformano, e si perdono nell'oblio. E la vita sulla porta si rinnova sempre e malgrado tutto, il ponte non muta né col passare degli anni, né coi più grandi cambiamenti dei rapporti umani. Tutto scorre su di esso come l'acqua agitata che passa sotto le sue lisce e perfette volte. "

Ivo Andric, Il ponte sulla Drina, 1943

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  • 6 months later...
  • 7 months later...
On 12/13/2019 at 3:18 PM, jeppoloman said:

Never Let Me Go di Ishiguro appena letto. Uno di quei libri in cui dietro alla storiella di fantascienza si possono leggere un milione di messaggi e analogie con la nostra vita di tutti i giorni da "cloni". Qualcuno ha letto altro di suo? Cosa consigliereste?

consiglio di sicuro Quel che resta del giorno (ma è completamente diverso, campagna inglese negli anni 50) e Notturni, cinque storie di musica e crepuscolo.

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  • 2 weeks later...

Grazie mille, @clarisse! Proverò dopo aver finito l'approfondimento di Garcia Marquez che sto facendo. Ed aver magari provato con la Ferrante, che viene idolatrata qua in Inghilterra e son stufo di rispondere "mai letto nulla" ogni volta che qualcuno me ne parla come primo argomento quando scoprono io sia italiano. 😁

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