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TomThom

E lo chiamate ancora "ciclismo"?

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A te Pan, che mi parlavi dei controlli approfonditi.

Che il ciclismo è tornato ad essere uno sport pulito. Che era impossibile doparsi.

Ma dove. Ma quando. Ecco i distruttori dei sogni adolescenti, coloro che ti fanno esaltare ma poi scopri che non salivano con le loro gambe, ma con un motore aggiunto, bugiardo.

Come scrissi altre volte, per quanto mi riguarda il ciclismo è morto nove anni fa in quel giorno a Madonna di Campiglio. Il ciclismo è morto con il Pirata.

Di Riccò e di tutti questi ciclisti all'epo non me ne può fregare di meno.

Ma sono dispiaciuto per tutti quelli che come te o altri devono ogni volta risvegliarsi dopo aver sognato.

Ciclismo, r.i.p. . :prete:

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A te Pan, che mi dicevi dei controlli approfonditi.

e per fortuna che i controlli sono approfonditi

il probelma è che i coglioni del ciclismo sono come le formiche: ne ammazzi una e ne rispuntano 1000

bravo fakeplastic, stavo per scriverlo io!

se io controlli non fossero approfonditi non ci sarebbero scandali ogni giorno!

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Sìsì mi sono espresso male, ovvio che i controlli sono approfonditi, ma ho riportato a memoria una discussione con Pan che mi elencava tutti i "pregi" del ciclismo moderno, quindi più controlli, ecc, il che dovrebbe dissuadere dal doparsi...E invece...

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secondo me la soluzione è rendere il doping libero

tanto non si può fermare sta cosa...

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la soluzione purtroppo non c'è........il ciclismo è continuamente bastonato e flagellato da questi episodi!

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Perché invece non fanno percorsi più umani?

Invece di correre 3 settimane a 200 km al giorno, fare due settimane e tappe brevi, no?! E' ovvio che uno si dopa, come è chiaro che gli unici non dopati sono quelli che beccano un'ora nelle tappe di montagna...Non sono ritmi e chilometraggi umanamente sostenibili!

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secondo me la soluzione è rendere il doping libero

tanto non si può fermare sta cosa...

...non so se sai qual'è stato l'effetto dell'alcool libero tra le popolazioni indigene del nord america...

Secondo me non c'è soluzione migliore di questa: praticamente ti stroncan metà carriera, fermandoti almeno 2 anni...Basso avrebbe vinto almeno un altro giro e quasi certamente almeno un tour de France non l'avessero fermato. E ricordo che ha vinto da sano, le sacche per l'autoemotrasfusione non le aveva ancora usate, per quel che vale.

Detto ciò, son tutti drogati. Lo siano naturalmente o chimicamente poco cambia. Ragazzi Riccò ha nauturalmente l'ematocrito al 50%, così come l'aveva Armstrong...praticamente il sangue gli esce a salsicciotti dalle vene!

P.S. La chiave sarebbe fare percorsi più umani come ha detto Thom, ma srebbe meno spettacolare=meno soldi e sponsor...solito circolo denarovizioso...

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stavo per aprirlo anch'io, questo thread

ma sì, la competizione in sé, nel ciclismo, ha perso interesse già da tempo, per conto mio.

vinca tizio, vinca caio, ormai il sospetto che la vittoria sia artificiale è impossibile da allontanare. troppi casi usciti allo scoperto, troppi finti campioni, troppe prestazioni "clamorose" alternate a flop, troppa gente che si scopre specialista di corse a tappe da un giorno all'altro. al tour, poi, dove sono inflessibili e i controlli non perdonano, da anni ormai è un'ecatombe. al giro chissà perché fila sempre tutto più liscio.

lo spettacolo rimangono le grandi salite, e il vero ciclismo è quello fai da te. 15 giorni fa sono stato sulle dolomiti e ho scalato campolongo, pordoi, sella, gardena e valparola.

con la mia umile mtb e stringendo i denti, ci ho messo probabilmente il triplo del tempo rispetto a riccò e compagnia, ma la soddisfazione è impagabile.

:bici:

ps. riguardo ai percorsi più umani, ricordo che agli inizi del secolo scorso le tappe arrivavano anche oltre i 300 km. parlo dei tempi di girardengo.

certo, erano meno tappe

http://it.wikipedia.org/wiki/Giro_d%27Italia_1909

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stavo per aprirlo anch'io, questo thread

ma sì, la competizione in sé, nel ciclismo, ha perso interesse già da tempo, per conto mio.

vinca tizio, vinca caio, ormai il sospetto che la vittoria sia artificiale è impossibile da allontanare. troppi casi usciti allo scoperto, troppi finti campioni, troppe prestazioni "clamorose" alternate a flop, troppa gente che si scopre specialista di corse a tappe da un giorno all'altro. al tour, poi, dove sono inflessibili e i controlli non perdonano, da anni ormai è un'ecatombe. al giro chissà perché fila sempre tutto più liscio.

lo spettacolo rimangono le grandi salite, e il vero ciclismo è quello fai da te. 15 giorni fa sono stato sulle dolomiti e ho scalato campolongo, pordoi, sella, gardena e valparola.

con la mia umile mtb e stringendo i denti, ci ho messo probabilmente il triplo del tempo rispetto a riccò e compagnia, ma la soddisfazione è impagabile.

:bici:

ps. riguardo ai percorsi più umani, ricordo che agli inizi del secolo scorso le tappe arrivavano anche oltre i 300 km. parlo dei tempi di girardengo.

certo, erano meno tappe

http://it.wikipedia.org/wiki/Giro_d%27Italia_1909

Hai scalato il Pordoi??? Sei un grandissimo! Io mi pianto sul passo dell'Abetone!

Comunque non è per spezzare il sogno...Girardengo e co. erano il vero ciclismo...ma già ai tempi di Coppi (1940-1950) i ciclisti eran già dopati come dei cavalli...e con il doping dei cavalli! Infatti avevano una speranza di vita di circa 50 anni...

Detto ciò, credo tu ci abbia messo anche più del triplo di Riccò e compagnia... :P

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facendo percorsi più umani secondo me poco cambierebbe, ci si doperebbe per fare di più, uguale uguale a prima!

non ci si dopa per riuscire ad arrivare in fondo, ci si dopa per vincere...

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ps. riguardo ai percorsi più umani, ricordo che agli inizi del secolo scorso le tappe arrivavano anche oltre i 300 km. parlo dei tempi di girardengo.

certo, erano meno tappe

http://it.wikipedia.org/wiki/Giro_d%27Italia_1909

l'altro giorno raccontavano che prima del tour esistevano solo gare di un giorno che erano lunghe anche 1000km, e con le strade di allora...

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Boh sta storia del doping degli anni 40-50 non mi convince... <_<

Mio nonno buonanima mi diceva sempre che il doping di una volta era il Lambrusco o il Cabernet...Ok le tappe di 300 km, Wehope, ma che medie tenevano? Di certo non i 35 km/h odierni nei giorni di tappe montuose...

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Secondo me si sta capendo assai poco.

La notizia di un ciclista trovato dopato dovrebbe essere lieta: è un sintomo che i controlli ci sono e funzionano.

Sia che si parli di Riccò, il mio amato Riccò, sia che si parli di Mr. Stosulcazzoatutti (anche se potrebbero essere sinonimi).

Tra un periodo di 3 anni con 50 corridori trovati dopati e un periodo di 40 senza corridori trovati dopati preferisco, di gran lunga, il primo.

Il fatto che questi "furbetti", per non chiamarli figli di puttana, vengano presi e trovati dopati, è un grande stimolo del fatto che il cilclismo sta rispondendo alla grande al doping.

I controlli ci sono, e sono molto, molto, molto duri, e alquanto approfonditi.

Infatti, sappiamo, troviamo, abbiamo notizia di ciclisti dopati.

E questi vengono presi, squalificati fino a 2 anni (vedi Basso, che mi è ancora rimasto nel cuore, e la Operacion Puerto), in alcuni casi presi e buttati in carcere (la gendarmeria francese da il carcere per queste cose).

In altri sport, 6 mesi di squalifica, durante l'estate (vedi Davids), tutti assolti (vedi Agricola).

Secondo me le organizzazioni ciclistiche stanno dando ottimi segnali, mentre invece i corridori non hanno ancora capito come vanno le cose.

Purtoppo c'è stato Pantani in mezzo che ah un pò scombinato le idee.

Si, ok, grandissimo, resterà il mio eroe.

Però la vita va avanti, diamine.

Dire "il ciclismo s'è fermato a Pantani" vorrebbe dire ignorare le grandi imprese, pulite, di Bettini.

Amen, Riccò.

Anche se qua ci sarebbe da chiarire, l'ematocrito alto ce l'ha naturale.

Se è dopato è bene che sia punito, con fermezza.

Io continuo a seguire la Gran Boucle.

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Ok le tappe di 300 km, Wehope, ma che medie tenevano? Di certo non i 35 km/h odierni nei giorni di tappe montuose...

appunto. avevano bici pesantissime, meno rapporti, le strade erano per lo più sterrate.

chiaro che andavano molto più piano.

ma i percorsi non erano certo meno massacranti, soprattutto relativamente ai mezzi con cui li affrontavano. eppure, anche senza doping, li portavano a termine.

infatti come dice sallu il problema non sono i percorsi duri, o la durata di tre settimane. il problema è che quelli vogliono migliorare artificialmente le proprie prestazioni, e lo farebbero anche se le tappe fossero 15 di 90 km l'una.

detto questo, non credo che la soluzione sia il doping reso libero, più che altro per una questione di salute.

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Amen, Riccò.

Anche se qua ci sarebbe da chiarire, l'ematocrito alto ce l'ha naturale.

guarda che gli hanno trovato tracce di epo, l'ematocrito non c'entra nulla...

ripeto: tracce di epo nel sangue.

come i due spagnoli che han beccato nei giorni scorsi

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Boh sta storia del doping degli anni 40-50 non mi convince... <_<

Mio nonno buonanima mi diceva sempre che il doping di una volta era il Lambrusco o il Cabernet...Ok le tappe di 300 km, Wehope, ma che medie tenevano? Di certo non i 35 km/h odierni nei giorni di tappe montuose...

Si va beh! Ma in mezzo dormivano e andavano all'osteria a mangiare! Non sto scherzando! Quella è l'età epica del ciclismo, meravigliosa!

Purtroppo è vero, Tommaso...Non so dirti tutto con esattezza, ma c'è una malattia che nei ciclisti di quell'età si manifesta tipo col 500% di probabilità maggiore alla media, e moltissimi hanno avuto problemi al cuore, al cervello...E i ciclisti han spiegato che gli veniva dato di tutto prima delle gare...Coppi è morto di malaria probabilmente perchè non aveva quasi più globuli bianchi nel sangue tanto alto era il numero di globuli rossi...

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Capitolo Riccò.

Lui i valori sballati li ha di natura.

Anche nei dilettanti, mi ricordo che ebbe parecchi problemi per questi valori non nel normale, poi ogni volta si risolveva tutto.

Inoltre, nella crono, è arrivato a 3 minuti dal primo, a Chauves.

Pure io ho un valore sballato nelle urine, ma non mi dopo.

E in salita fatico come un ciucco.

Se devo sparare in percentuali dico 60% valori normali, 40% doping.

Ora vi saluto, torno al mio otium letterario in quel di Terrasini.

Ah, Melville :prego:

;)

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...Secondo me le organizzazioni ciclistiche stanno dando ottimi segnali, mentre invece i corridori non hanno ancora capito come vanno le cose...

Ma se sono i direttori sportivi e gli sponsor il primo male del ciclismo, Pan!

Ho un cugino che da dilettante era una bestia e il suo de profundis alle due ruote lo diede quando un bel giorno il suo direttore sportivo gli disse: "Ti facciamo delle iniezioni prima della partenza, tu non preoccuparti, vedrai che andrai più forte..."

Si rifiutò e non vide più una sella in vita sua. Purtroppo non sono i corridori, o non solo, ma è il liquame che ci sta attorno a rendere marcio questo mondo.

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Capitolo Riccò.

Lui i valori sballati li ha di natura.

Anche nei dilettanti, mi ricordo che ebbe parecchi problemi per questi valori non nel normale, poi ogni volta si risolveva tutto.

Inoltre, nella crono, è arrivato a 3 minuti dal primo, a Chauves.

Pure io ho un valore sballato nelle urine, ma non mi dopo.

E in salita fatico come un ciucco.

Se devo sparare in percentuali dico 60% valori normali, 40% doping.

ancora, ma di che valori stai parlando?!?

"nelle urine dello scalatore trovate tracce di eritropoietina", uno l'epo nelle urine non ce l'ha di natura, pan, cazzo!

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P.s.

L'epo nel sangue ce l'abbiamo tutti.

I valori possono sballarsi pure per cause fisiologiche ;)

P.s. 2

Thom, io non intendevo le squadre, ma le organizzazioni di lotta al doping, e le varie federazioni (non lUci)

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P.s.

L'epo nel sangue ce l'abbiamo tutti.

ok, hai ragione, errore mio.

ma la scusa dei valori alti è vecchia come il cucco. la usano tutti, sono tutti vittime. poveri!

io dico che le soglie non vengono fissate a caso. e se le regole sono uguali per tutti, si accettano.

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